BLOCKCHAIN E IDENTITA’ DIGITALE

Come anticipato in precedenti articoli la rivoluzione della decentralizzazione passa anche attraverso un uso consapevole e sconvolgente del protocollo blockchain: la digital identity diventa quindi Self Sovereign Identity.

In italiano si chiama Identità digitale: con l’avvento di soluzioni basate sulla decentralized Self Sovereign Identity si avranno enormi vantaggi in termini di riconsocimento della proprai identità anche in termini fiscali.

Negli attuali sistemi di gestione dell’identità digitale italiana ci sono dati sotto il controllo di soggetti terzi ed esterni all’entità cui si riferiscono. Il paradigma dell’identità decentralizzata DID (Decentralized ID) propone di mettere l’entità identificabile al centro del quadro di riferimento mitigando la necessità di attori terzi. Se l’entità identificabile fosse un generico “utente”, questi potrebbe “creare” la propria identità generando il proprio identificativo unico sul quale collegare altri documenti associando credenziali verificabili da autorità riconosciute. Impostando un sistema in cui l’utente controlla non solo l’identità, ma anche i dati ad essa associati si è in grado di costruire modelli di Self Sovereign Identity SSI. Sfruttando le tecnologie distributed ledger e il protocollo blockchain per l’utente è possibile generare autonomamente un identificativo che può dimostrare di controllare con meccanismi crittografici simili a quelli impiegati su Bitcoin o Ethereum. Ciò che racconta l’utente, ovverosia gli attributi, sono costituiti da un insieme di claim, affermazioni che altre entità fanno al riguardo del medesimo. Si tratta cioè di rappresentazioni digitali firmate che permettono a chiunque la verifica dell’integrità e della provenienza. In definitiva il modello Self Sovereign Identity SSI basato su protocollo blockchain permette a chi possiede un proprio wallet apposito di non delegare la custodia e il controllo delle info personali a terze parti, potendo decidere di esporre certificati che più ritiene utili. Il protocollo blockchain è utile anche nella gestione delle revoche. Un certificato digitale è difficile da revocare perché di esso si potrebbero eseguire innumerevoli copie. La gestione delle revocation list su un registro distribuito, altamente disponibile, non censurabile e permanente, consentirebbe ad un emettitore di ritirare i claim in modo più efficace ed efficiente.

Il wallet, in italiano prtafoglio, è il primo strumento digitale che ci permette di utilizzare le criptovalute. E’ un software che può essere installato su Pc, Smartphone o Tablet e permette di gestire autonomamente il conto registrato nella blockchain. A differenza dei portafogli tradizionali, i portafogli digitali non memorizzano valute in alcuna posizione del vostro computer o smartphone. Tutto ciò che esiste sono dei record delle transazioni memorizzate nei vari blocchi presenti sulle piattaforme blockchain.

Tramite un wallet si può interrogare e comunicare direttamente con le piattaforme blockchain. Con un wallet puoi inviare e ricevere monete digitali o controllare il saldo e le transizioni effettuate da uno o più indirizzi generati.

Puoi utilizzare un wallet software o wallet hardware per ogni tipo di criptovaluta, oppure è possibile utilizzare servizi online che gestiscono più criptovalute, ma è necessario affidarsi ad un esperto per non cadere nelle trappole speculative tipiche dell’ambiente finanziario che in un modo o in un altro dovrà riformarsi, se non vuole tornare al crollo del 12 marzo 2020.

INTEROPERABILITY nasce come centro di interoperabilità blockchain per monitorare anche quelli che vogliono sfruttare la tecnologia buona per riprodurre il paradigma di sempre: la speculazione.

Andreas M. Antonopolous, imprenditore e conferenziere del settore fintech , in tempi non sospetti gennaio 2020: “Quel che la gente non capisce è che, perlomeno all’inizio di una crisi, anche i mercati delle criptovalute crollerebbero. Il motivo è che gli investimenti di molte società di venture capital, nonché di un gran numero di aziende e singoli individui, si basano su denaro sacrificabile, su liquidità in eccesso nei portfolio. E come qualsiasi altro settore dell’economia, anche quello delle criptovalute si prosciugherebbe”.

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