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BREXIT: il Regno Unito rende più economico avviare un’attività di criptovaluta

Il REGNO UNITO, con tutto il suo regime, ha lasciato ufficialmente l’Unione Europea (UE) il 31 gennaio 2020: tra i primi provvedimenti stabiliti dal governo inglese per incentivare l’economia di un Regno alcuni riguardano l’avvio di attività basate sul commercio delle criptovalute. Per esempio ha modificato i regolamenti esistenti, che rispettavano le normative europee, per ridurre le tasse di registrazione per le attività legate alle criptovalute.

Dal 2020 il Regno Unito può diventare la patria delle imprese di criptovaluta: reddito di £ 250.000 pagano tasse di £ 2.000

La Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha appena rilasciato pubblicamente un documento  che dimostra la ristrutturazione della tassa di registrazione per le società di crittografia. La riduzione è notevole e potrebbe essere vista come un modo per incoraggiare le piccole imprese di criptovaluta. Secondo il regolatore, la nuova struttura, entrata in vigore il mese scorso, garantirà che le criptovalute con un reddito fino a £ 250.000 pagheranno una tassa di registrazione di £ 2.000. D’altra parte, le grandi aziende che generano più di £ 250.000 pagheranno £ 10.000. La FCA aveva precedentemente suggerito una commissione fissa di £ 5.000 per tutte le categorie di criptovalute nel paese. Tuttavia, l’autorità di regolamentazione ha deciso di modificare le accuse dopo aver ricevuto un feedback negativo dalla comunità in merito al fatto che la tassa è troppo elevata per le piccole imprese. L’emendamento è una pietra miliare per i proprietari di piccole imprese nel Regno Unito che desiderano registrare i loro progetti poiché la modifica riflette una riduzione di £ 3.000 della tassa di registrazione

La Brexit amica dei BITCOIN?

Le società di crittografia nell’UE dovranno affrontare una regolamentazione più severa quest’anno in quanto sono tenuti a rispettare una nuova serie di norme contenute nella quinta direttiva antiriciclaggio (5AMLD). Con la Brexit ora ufficiale e il paese in transizione, la Gran Bretagna probabilmente non sarà più regolata da nessuna delle normative fornite dall’UE a partire dal 31 dicembre 2020.

Molti istituti bancari come la Banca d’Inghilterra, stanno sviluppando nuove regole per quelli come LIBRA di Facebook e altri fornitori di pagamenti in criptovaluta devono rispettare prima di ottenere l’ingresso nel paese. Con più quadri normativi in ​​corso per governare lo spazio crittografico nel Regno Unito, la modifica della tassa di registrazione è significativo e dimostra che la Brexit potrebbe divenire attrattiva per incentivare le startup basate su criptovalute a creare la propria sede nel REGNO delle Criptovalute.

Mentre l’enorme potenziale di questa nuova tecnologia diventa sempre più riconosciuto in tutto il mondo, le giurisdizioni come il REGNO UNITO stanno adottando normative per regolare la criptovaluta. Questo è un ulteriore segnale che, nel prossimo futuro, la criptovaluta perderà la sua identità volatile, da selvaggio West, e verrà introdotta come uno strumento finanziario approvato da grandi multinazionali che avranno l’opportunità di utilizzare i dati sensibili per altri scopi. E mentre continua il dibattito sulla criptovaluta, è innegabile che un certo numero di persone in tutto il mondo abbiano già sentito il beneficio dell’introduzione di questa nuova tecnologia per puri scopi speculativi. Ad esempio, coloro che dipendono dalle rimesse dei familiari che lavorano all’estero sono in grado di utilizzare la criptovaluta per ridurre significativamente le commissioni di transazione associate all’invio di denaro da un paese all’altro: chi consente la transazione chiede una percentuale all’utente finale che dispone di poter utilizzare i propri dati in cambio del servizio.

Guardando al futuro non troppo lontano, si potrebbe vedere come la criptovaluta può essere in grado di assistere le persone in luoghi in cui può essere difficile accedere al sistema bancario formale, per iniziare a creare un’economia alternativa a quella globale che oggi sta implodendo. Questo potrebbe essere particolarmente rilevante per le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo.

Le criptovalute possono avere ampie fluttuazioni di prezzo e pertanto non sono appropriate per tutti gli investitori. Il trading di criptovalute non è supervisionato da nessun quadro regolamentare della UE: quindi oggi chi utilizza e scambio criptovalute sa che sta operando su un mercato alternativo senza regole.

La parola trading significa letteralmente “negoziazione” e viene oggi comunemente utilizzata per indicare tutte quelle operazioni che consentono di investire il proprio denaro nel mondo delle azioni e più in generale nelle Borse. A partire dal 1999, con l’introduzione del nuovo regolamento CySEC, è stato reso possibile, a chiunque, di poter operare direttamente attraverso le piattaforme online, acquistando e vendendo in modo autonomo titoli di stato, azioni ed obbligazioni. Si inizia perciò a parlare di trading online.

Grazie al trading online si usufruisce del vantaggio di poter controllare ogni operazione in tempo reale, da quando aprono le Borse fino alla loro chiusura. Con il trascorrere del tempo compaiono anche nuovi strumenti finanziari e si moltiplicano le piattaforme per interagire con i mercati. Oggi è sufficiente un pc ed una connessione Internet per essere immediatamente operativi ed investire il proprio denaro, in modo completamente autonomo, da casa: anche in criptovalute.

A voi la scelta di investire, speculando.

Gli inglesi sostengono che si possa investire attraverso un sistema di cryptospeculativo.

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