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  • Mar. Set 22nd, 2020

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La nostra comunicazione assertiva

Prima di comunicare qualcosa è importante capire quali sono i nostri obiettivi e le nostre priorità. Avere consapevolezza di questi due aspetti ci permette di fare le nostre richieste o esprimere il nostro punto di vista in maniera chiara e concisa.

Essere assertivi rientra nella logica win-win nella quale due persone o due gruppi di persone si impegnano a trovare un accordo tra due desideri contrapposti per arrivare ad un compromesso che li soddisfi entrambi.

Noi abbiamo 5 regole che rispettiamo e ci permettono di comunicare in modo assertivo.

1. Ascoltiamo l’altro in modo attivo
Quando una persona ci sta esponendo una sua opinione cerchiamo di ascoltarla senza avere pregiudizi in modo da capire il punto di vista. Si possono applicare delle semplici strategie:
– Riformulazione ossia ripetere quello che ci è stato detto per vedere se abbiamo compreso: “Se ho capito bene mi stai dicendo che…”
 Formulazione di domande sugli aspetti che non ci sono chiari con frasi come “Se ho ben compreso vorresti che…”
– Riassunto alla fine del discorso in modo da sottolineare i contenuti più importanti e dare un feedback sul fatto che abbiamo attivamente ascoltato l‘altro.

2. Parliamo in prima persona
Quando usiamo la prima persona gli altri possono facilmente capire che stiamo esprimendo un bisogno o una necessità. Ci sono alcune frasi idiomatiche che ci aiutano a trasmettere ad altri i nostri bisogni: : “Mi piacerebbe che questo lavoro fosse completato per venerdì”;  “Io penso che il lavoro che hai fatto sia buono ma mi piacerebbe che…”

Quando abbiamo un’opinione diversa dagli altri proviamo a sostituire “Ti sbagli” con Non sono d’accordo” in modo che le persone capiscano che non stiamo esprimendo un giudizio su di loro ma che, pur apprezzandoli, abbiamo un’opinione diversa  su un determinato argomento.

3.Esprimiamo le nostre esigenze in modo chiaro e conciso
Per facilitare gli altri a comprendere le nostre ragioni cerchiamo di esprimerle in modo concreto riferendoci a fatti reali e circoscritti.
La frase: ” Vorrei che tu fossi più attenta nel tuo lavoro” può confondere il nostro interlocutore e spingerlo a porsi alcune domande come: A che cosa si riferisce? Quale parte del lavoro? Si potrebbe mettere sulla difensiva perché recepisce un giudizio sulla sua persona e non sul comportamento.

E’ più efficace ristrutturare la frase in modo assertivo in alcuni passaggi
– Descrizione del comportamento “Da un mese circa stai consegnando i lavori in ritardo e le ultime tre relazioni che mi hai consegnato contenevano degli errori grammaticali”.
– Espressione delle emozioni e valutazione positiva della persona: “Sono molto preoccupata per te perché so che sei una persona precisa”
– Espressione del bisogno: “Mi piacerebbe poterne parlare con te per capire come possiamo affrontare questa situazione poiché ho bisogno che il lavoro che ti ho assegnato sia svolto in maniera precisa per poterlo presentare al cliente”.
– Proposta: “Cosa ne pensi se ne parliamo questo pomeriggio?”

4. Comunichiamo i nostri NO in maniera efficace

Ci sono alcune situazioni nelle quali ci viene richiesto un nostro contributo nella vita lavorativa o privata che ci crea delle difficoltà perché si sommerebbe alle nostre giornate stra-piene di impegni. Come fare a dire no?
Innanzitutto rendiamoci conto delle conseguenze del nostro no in modo da avere una visione chiara degli eventi. Quando rifiuteremo la proposta  accompagniamo sempre il no ad una motivazione ben precisa.
Un esempio potrebbe essere: “Non posso fermarmi oltre l’orario di lavoro perché per stasera ho già preso un impegno” Quando ci risulta molto difficile esprimere un no, oltre alla motivazione, possiamo accompagnare il nostro rifiuto ad una proposta:
“Non posso fermarmi oltre l’orario di lavoro perché ho un impegno. Che ne dici se riguardiamo insieme il documento domani mattina?”

5. Facciamo attenzione al linguaggio non verbale

L’assertività passa anche dal nostro linguaggio del corpo.
Alcune strategie che ci possono tornare utili riguardano il mantenimento del contatto visivo con il nostro interlocutore, una posizione di apertura, un’espressione del volto vivace e un tono di voce fermo soffermandoci sulle parole chiave. Saper comunicare in modo assertivo è un’arte che noi vogliamo condividere. Iniziamo ad allenare la nostra assertività sperimentandoci in situazioni che ci sembrano più facili da gestire e a piccoli passi riusciremo ad affrontare anche le situazioni che sembrano apparentemente più complesse: come quella di scoprire il valore di un nuovo protocollo inoformatico come i registri distribuiti e la blockchain.

Noi comunichiamo quello che facciamo: siamo contro “I persuasori occulti” di Vance Packard, abili strateghi che usano le più fini tecniche psicologiche e oggi, grazie all’apporto scientifico, anche quelle del neuromarketing, per confondere e convincere il consumatore; e operiamo per smascherare le fakenews online e le insidie che si nascondono invisibili tra gli scaffali di un supermercato e persino nel semplice packaging alimentare e nei bias cognitivi, alimentati, più che smentiti, dalla velocità dell’informazione in Rete.

La comunicazione online oggi è considerato marketing: si vende tutto ciò che si visualizza, anche le parole [fakenews] La parte etica è strettamente legata al professionista e ogni persona ha la facoltà di decidere se attuare o no determinate strategie che siano corrette o non corrette: che rispettino una certa etica.

Noi l’abbiamo descritta nel nostro manifesto che abbiamo definito: CODICETICO