" /> CON JIM PARSONS LA BLOCKCHAIN ARRIVA A THE SIMPSONS - INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER
  • Mar. Set 22nd, 2020

INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER

#INNOVAZIONE #COCREAZIONE #OLARCHIE

IL POTENZIALE DEL PROTOCOLLO BLOCKCHAIN NELLA PERMISSIONLESS INNOVATION ESPRESSO DA JIM PARSONS NELL’EPISODIO 13 DELLA 31° STAGIONE DI THE SIMPSONS 

Cosa stiamo aspettando un coronavirus o un’altra attivista svedese di 17 anni per aprire gli occhi e collegare i nodi che ogni datacenter oggi nel mondo hanno già creato nella rete del web 3.0?

Cosa deve accadere affinché i registri distribuiti e il protocollo blockchain possano rappresentare un valore per tutti gli operatori economici e non solo del nostro Paese?

Abbiamo bisogno di un Jim Parsons che ci spieghi attraverso delle imagini animate il valore della blockchain? 

Sono tanti i fattori che oggi nel nostro Paese concorrono alla crescita delle tecnologie incluse nella PERMISSIONLESS INNOVATION: Jim Parsons è molto più avanti di molti italiani del 2020. Un quadro normativo e un lavoro sulla standardizzazione che ha fatto passi in avanti e permette alle imprese e alle organizzazioni di progettare e investire sulla blockchain con maggior chiarezza, sapendo in prospettiva di poter contare su interconnessione e interoperabilità: lo sviluppo della tecnologia dei registri distribuiti e del protocollo blockchain è una questione di competenze e normative che oggi non sono chiare in Italia.

Prendiamo in esame, per esempio, il modello sperimentale della prima tessera sindacale Fim Cisl in Italia basata sul protocollo blockchain ed Ethereum e Ripple che punta a migliorare la trasparenza e la sicurezza e a rivoluzionare il mercato del lavoro partendo dai sindacati. Dopo otto mesi di sperimentazione le unioni sindacali italiane hanno deciso di mostrare i risultati delle loro applicazioni sui registri distribuiti. 

Si tratta di una tessera digitale tokenizzata, gestibile attraverso app e transazioni su wallet,e basata sulla blockchain di Ethereum. Questo rappresenta il primo esperimento del genere al mondo nel panorama sindacale con l’obiettivo di assicurare la sottoscrizione univoca della tessera sindacale Fim Cisl, in modo anche da evitare qualsiasi tentativo di attacco alla privacy e di manomissione dei dati personali. 

In questo modo sarà possibile tenere traccia in modo certificato del numero di iscritti ed avere una base utile per aprire un dialogo diretto e continuativo tra sindacato e tesserati, per scambiare comunicazioni, informazioni e nuovi servizi in modo sicuro e certificato. La fase di sperimentazione con gli utenti durerà alcuni mesi ed al termine di essa la Tessera Digitale basata su blockchain verrà presentata ufficialmente al pubblico, così come i dettagli del suo funzionamento e le sue potenzialità.

Il progetto fu lanciato lo scorso anno durante la 15esima assemblea organizzativa del sindacato, ed è stato realizzato in collaborazione con Alkemy SpA nell’ambito del progetto Secure Open Nets del programma Horizon 2020 e con il supporto specialistico delle aziende Geckosoft e Security Pattern. L’iniziativa è legata al “Manifesto per la Blockchain“ lanciato nel 2018 da uno dei 40 membri del gruppo esperti Blockchain creato dal Ministero dello Sviluppo Economico Massimo Chiriatti In questo caso sperimentale si è optato per la gestione del sistema di tesseramento attraverso una APP e delle transazioni su wallet su una infrastruttura blockchain di Ethereum.

Poi prendiamo come esempio – comparazione di due sistemi – della prima sperimentazione del MiSE che utilizza il protocollo blockchain e le tecnologie basate sui registri distribuiti cooperando a livello europeo nell’ambito della European Blockchain Partnership al fine di esportare il modello italiano di protezione delle filiere produttive attraverso i servizi a pagamento forniti da un partner privato come IBM italia.

L’apertura alla competizione dei mercati globali pone il brand Made in Italy nella condizione di dover assicurare la massima trasparenza e tracciabilità dei prodotti italiani passando le informazioni delle aziende che dovrebbero rappresentare il vero Made in Italy ad una società privata come IBM Italia.

Le applicazioni del protocollo blockchain è l’innovazione che può consentire alle nostre imprese di garantire i propri prodotti, differenziandoli in termini di qualità e sostenibilità possono essere molte e di diverso genere. La scelta di utilizzare tecnologie aperte e pubbliche renderebbe più rapido il processo di interoperabilità tra le varie piattaforme già esistenti e un vantaggio inestimabile per il consumatore finale nella scelta dell’acquisto con la massima consapevolezza, garantendo alle aziende un ritorno importante in termini di fiducia e feedback positivi.

Lo studio di fattibilità del MiSE è partito dall’individuazione delle principali problematiche della filiera da cui, applicando metodologie innovative come il design thinking, sono emerse sia le esigenze più significative – si va dalla semplificazione delle interazioni all’accesso immediato alle informazioni, dalle logiche di integrazione con i gestionali delle imprese alla semplicità d’uso – sia le proposte di miglioramento dei processi di tracciamento interfiliera.

Il Ministero dello Sviluppo Economico italiano con IBM Italia ha stabilito un accordo di partnership che non va nella stessa direzione della sperimentazione avviata dall’unione sindacale Fim Cisl, la quale dichiara un’approccio a questo ecosistema più “pubblico” e più “open” del Ministero.

La fase di sperimentazione del MISE con IBM Italia nel settore tessile ha sino ad oggi prodotto un primo prototipo basato su piattaforma blockchain, messa a disposizione delle aziende partecipanti via Cloud. Come caso di riferimento è stato scelto quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand. Con un obiettivo di fondo: migliorare la tracciabilità, ostacolare la contraffazione e offrire al consumatore finale tutte le informazioni necessarie per un acquisto consapevole: il processo di validazione dei dati e delle transazioni è effettuato su una infrastruttura fornita da IBM Italia che funge da “nodo” per la creazione di wallet per ogni azienda.

Noi di ROMAGNACHAIN siamo convinti che l’interoperabilità di queste piattaforme sia l’unica strada percorribile e che non si possa giudicare sbagliata o giusta la scelta tra pubblica o privata, ma ciò che è indispensabile è la considerazione che ognuno operatore economico può avere nei confronti delle nuove tecnologie permissionless.

La vera differenza tra le due tipologie di utilizzo delle tecnologie DLT (Distributed Ledger Technology) che stanno alla base della Blockchain technology le permissionless ledgers (o unpermissioned ledger) e le permissioned ledgers sta nel numero degli attori che all’interno della rete può prendere o meno decisioni, ovvero la forma di consenso con cui la rete aggiorna, inserisce o addirittura toglie le informazioni al suo interno.

Le Permissionless ledgers hanno l’obiettivo di permettere a ciascuno di contribuire all’aggiornamento dei dati sul Ledger; non esiste nessun attore pre-selezionato che fa da validatore perché chiunque nel sistema è un validatore e dispone, in qualità di partecipante, di tutte le copie immutabili di ogni operazione. Questo modello di blockchain permissionless pubblica impedisce ogni forma di censura: nessuno può impedire che una transazione possa avvenire e che possa essere aggiunta al Ledger una volta che ha conquistato il consenso necessario tra tutti i nodi alla blockchain.

Le innovazioni permissionless come questa apre scenari di rappresentanza inediti per il lavoro di oggi e del futuro, dove spazio e tempo cominciano ad essere variabili indipendenti e dove la rappresentanza è sempre più difficile da mettere in campo senza gli strumenti tecnologici adeguati. Per questo serviranno sempre più SmartUnion e professionisti in grado di maneggiare tecnologie come smart contract, blockchain, big data, token in grado di poter rappresentare al meglio l’economia del futuro. La tessera digitale attraverso la tecnologia blockchain può rappresentare la possibile via per porre al centro l’essere umano dentro i processi produttivi, abilitando le relazioni economico-sociali in maniera sostenibile e la cooperativa ROMAGNACHAIN nasce proprio in questo contesto per diventare una protagonista di questa trasformazione: un gruppo di cooperatori agenti del cambiamento attraverso i dati informatici pubblici.

Seguiteci per aumentare la consapevolezza.

“The Simpsons”, la serie TV in prima serata più longeva di tutti i tempi, ha appena incluso una spiegazione su criptovaluta e blockchain nel suo ultimo episodio. Questo tutorial crittografico è stato doppiato da Jim Parsons di “The Big Bang Theory”, il cui personaggio Sheldon Cooper è diventato l’incarnazione della cultura nerd: TOP! Questo va oltre ogni tipo di immaginazione! Dovrebbero diffonderlo nelle scuole italiane.

#THESIMPSONS #BLOCKCHAIN #JIMPARSONS #SHELDONCOOPER #ROMAGNACHAIN #BITCOIN #PERMISSIONLESS

INNOVABILITA

Innovatore olonico per un ecosistema olonico di imprese intelligenti

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