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LIBRO BIANCO

DAO TRACCIABILITÀ DECENTRALIZZATA SMARTCHAIN FINTECH

 | Fabrizio Fantini |

| Luca Berardi |

| Fabrizio Bisognani |

| Alessandro Polverelli |

La nostra idea imprenditoriale consiste nella creazione di una DAO – Organizzazione autonoma decentralizzata – come modello di open innovation nel settore agrifood italiano che si basa su una soluzione aziendale blockchain ”from Fork to Farm” [non dall’azienda agricola alla forchetta] per la tracciabilità e la valorizzazione delle materie prime Made in Italy provenienti da smartchain notarizzate. Unire le nuove frontiere della qualità-sicurezza alimentare e dell’economia di condivisione in un unico programma esponenziale. Secondo il report della FAO del 2018 “Emerging Opportunities for the Application of Blockchain in the Agri-food Industry”, il protocollo blockchain si presenta soprattutto come un’opportunità per le realtà meno coinvolte dai grandi scambi commerciali ed in generale per tutte le piccolo-medie imprese.  Il programma è rivolto all’ecosistema agritech italiano partendo dagli agricoltori della nostra regione Emilia-Romagna  con particolare attenzione alle zone più remote, scalabile su altre aree ed ecosistemi. Nello specifico lo scopo è quello di fornire soluzioni blockchain aziendali e fintech passando dalla formazione e sviluppo di un servizio di notarizzazione dei processi di lavorazione all’interno di filiere di prodotto digitalizzate e decentralizzate e lungo la catena di distribuzione corta di una materia prima agroalimentare sfruttando le caratteristiche innovative della inviolabilità del dato e delle transazioni su blockchain che infondono una ritrovata  fiducia dell’utente finale nel momento dell’acquisto di un bene agro-alimentare.Con l’ausilio della tecnologia blockchain e del registro distribuito delle transazioni, a cui si può accedere con la scannerizzazione di un codice QRcode, si garantisce una sorta di etichetta virtuale [timestamp] che crea un particolare rapporto di fiducia tra produttore e utente col fine ultimo di elevarlo alla figura di  eco-produttore. L’intero processo tecnologico è  inquadrato all’interno di una DAO basata su blockchain.

BLOCKCHAIN COME PROGRAMMA

La blockchain è fondamentalmente un registro e sostanzialmente permette di fare tre cose: inviare transazioni, produrre blocchi di transazioni, validare tali blocchi.  Si tratta altresì di un registro digitale, de-centralizzato, distribuito (non esiste un unico proprietario, né intermediari, bensì molteplici contribuenti detti “nodi”). In quanto registro, consente la registrazione, condivisione e mantenimento di dati da parte di una comunità.  Tale registro è strutturato come una catena di blocchi contenenti le transazioni e la cui validazione è affidata ad un meccanismo di consenso, distribuito su tutti i nodi della rete, ossia su tutti i nodi che sono autorizzati a partecipare al processo di validazione delle transazioni da includere nel registro. Un processo che si presenta quindi “democratico”.  Le principali caratteristiche delle tecnologie blockchain oltre il consenso e la decentralizzazione, sono quindi l’immutabilità del registro (o per meglio dire la non cancellabilità delle transazioni, in quanto possono teoricamente essere apportate modifiche se queste ottengono il consenso del 51% dei nodi della rete), la tracciabilità delle transazioni e la sicurezza basata su tecniche crittografiche.  Si introduce, così, in forma digitale il concetto di fiducia all’interno di filiere complesse. Infine blockchain è quindi anche tecnologia digitale, tra le più’ dirompenti nel panorama mondiale e dal potenziale innovativo più alto. 

Confronto schematico tra registri database centralizzati tradizionali e registri distribuiti:

BLOCKCHAIN COME PROTOCOLLO E APPLICAZIONE LUNGO LA SUPPLY CHAIN 4.0

La maggior parte di coloro che conoscono il termine “blockchain” ne hanno sentito parlare la prima volta in riferimento al mondo delle criptovalute, in particolare a Bitcoin, da cui è scaturita la prima Blockchain, (scritta con la B maiuscola), ideata e messa a punto da un enigmatico genio denominato Satoshi Nakamoto e fatta partire il 3 gennaio 2009. In seguito sono sorte un notevole numero di blockchain e progetti su scala planetaria di cui però il più  importante è sicuramente Ethereum, ideato da Vitalik Buterin tra il 2013 ed il 2014 e che offre una varietà praticamente illimitata di sviluppi e possibili applicazioni. Avvalendosi di smart-contracts, Ethereum riesce a mettere a disposizione una  rete di supporto a transazioni e scambi non esclusivamente confinati al digitale ma estesi a tutto il mondo per così dire “fisico”.  Grazie a questo “salto”, la blockchain ha visto aprirsi, come si diceva, una varietà di applicazioni ben lontane dal mero utilizzo per scambi di criptovalute o in ambito finanziario.  Tra gli ambiti per i quali la blockchain è stata chiamata in causa fin dalle sue prime fasi mainstream vi è quello agroalimentare. In particolare per quanto riguarda l’accertamento ed il controllo di varie fasi all’interno della filiera in cui avvengono scambi, passaggi e transazioni di prodotti agricoli e materie prime di origine vegetale o animale. Ovviamente l’interesse è rivolto a sicurezza, sanità e rintracciabilità. Oltre ovviamente una serie infinita di dati e risvolti di carattere produttivo, qualità, marketing.  Un argomento molto complesso nel quale sono coinvolti molti player e tutti di enorme peso o comunque molto attrezzati ed organizzati. I maggiori nomi dell’informatica, della GDO e delle certificazioni hanno messo in campo varie iniziative. Ad esempio IBM ha lanciato la piattaforma IBM Food Trust, Carrefour ha iniziato una campagna che mira a sfruttare commercialmente l’idea di fiducia che già il solo nome “blockchain” inizia ad evocare nei consumatori, DNV-GL insieme a VeChain ha intrapreso la costruzione di interi ecosistemi blockchain unendo anche l’economia circolare in macro-progetti sostenibili. In Italia anche alcune start-up stanno affermandosi  in maniera importante, quali ad esempio AgriOpenData e FoodChain.  Se osserviamo la situazione in modo critico dal punto di vista “contadino”, cioè di chi desidera utilizzare la tecnologia per un miglioramento reale della società, troviamo un quadro dominato da grandi gruppi transnazionali, da realtà che per quanto serie ed affidabili, afferiscono in ogni caso ad oligopoli. Nella migliore delle ipotesi troviamo progetti molto interessanti e sicuramente anche utili, messi sul mercato da aziende private di comprovata competenza le quali tuttavia presentano la tecnologia come un servizio al quale accedere al massimo come utente senza che vi sia però nel servizio stesso una democrazia “specchio” o quantomeno “calco” della tecnologia contenuta all’interno, che è invece decentralizzata (la blockchain).  Si tratta di conseguenze logiche e ovviamente pienamente legittime trattandosi di aziende private, tuttavia tornando al punto di vista contadino anche nelle loro più elevate espressioni le realtà elencate prima sembrano mancare di un tassello fondamentale: cioè il coinvolgimento effettivo nella “rete digitale” tanto dei produttori quanto dei consumatori, in quanto per quanto parte attiva e fruitori sembrano tuttavia “subire” la dinamica tecnologica.  Questo alla luce delle brutte esperienze “sharing-economy” dove l’economia della condivisione si è presto trasformata in economia della sopraffazione e dove di condiviso non vi è in realtà nulla, è un campanello d’allarme importante.  A questo proposito nel 2018 la FAO ha emesso un White paper sulla blockchain dove individua nelle piccole-medie imprese e consorzi di produttori i principali soggetti beneficiari dell’affermarsi su vasta scala della tecnologia blockchain applicata al settore agro-alimentare anche a livello di vantaggi intrinseci  (ad esempio per quanto riguarda gli scambi ed i pagamenti tra fornitori interni alla filiera), ribadendo l’importanza di blockchain per lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare. Nello specifico la FAO afferma quanto segue:  “Le multinazionali agri-food saranno di certo le prime ad implementare la blockchain per le industrie. Al fine di garantire a tutti i soggetti attivi sul mercato i benefici generati dai registri tecnologici distribuiti è però importante che si sviluppi la capacità degli stakeholders del settore agricolo di adottare questi registri digitali (DLTs) promuovendo la cooperazione internazionale tra pubblico e privato per implementare DLTs inclusivi nel settore agricoltura.” Allacciandosi all’ambito pubblico è anche importante ricordare che a febbraio 2019 il Parlamento italiano ha approvato un primo inquadramento legislativo per quanto riguarda blockchain e DLTs e ne offre una definizione e validità giuridica anche per quanto riguarda gli smart contracts.

LE FILIERE OGGI E DOMANI SMART CHAIN 4.0

Lo scenario presente e futuro delle filiere agro-alimentari appare naturalmente in grosso fermento. L’introduzione di nuove necessità quali la narrazione extra sui prodotti (storytelling), lo svilupparsi di un nuovo tipo di fiducia e di un nuovo rapporto produttore-consumatore sono senz’altro processi ai quali blockchain ha contribuito fortemente e continuerà a farlo nei prossimi anni. GFSI (Global Food Safety Initiative) parla per i prossimi 3 anni di un ingresso di oltre il 40% delle aziende agroalimentari in processi di controllo-certificazione blockchain.  A questo si aggiunge tutto quello che la rivoluzione dei Big Data ha determinato negli anni scorsi, con la trasformazione progressiva di tutti i player della filiera in singoli nodi che di fatto sono parificati come fornitori-produttori-clienti in quanto ognuno di loro è per l’altro sia fornitore, sia produttore, sia cliente. 

Si è in pratica venuta a determinare una situazione “peer-to-peer”, una rete che ricorda come struttura un sistema distribuito. Tutto ciò andrà ad assumere carattere ancora più deciso con il progressivo affermarsi dell’Internet of Things (IoT) e la rete 5G che andranno ad amplificare enormemente il volume di dati che, però, avranno un valore ancora maggiore se inseriti all’interno di questo nuovo “ecosistema” venutosi a creare, generando nuove possibilità di collaborazione si spera il più trasversali possibile.  I grandi sistemi centralizzati ed i poteri finanziari (establishment o “1%”) cercano di adeguarsi e fare propri strumenti per loro natura decentralizzati che meglio si presterebbero a contesti produttivi democratici (un’insidia per loro) al fine di mantenere il controllo su tutti i principali asset economici. Di contro le piccole e medie imprese, i singoli e la società “del 99%” dopo aver subito la crisi economica e gli effetti nefasti dell’economia del falso sharing avrebbero bisogno di intrecciare una nuova rete di rapporti cooperativi per affrontare nuove sfide. 

In quest’ottica la blockchain è evidentemente una grande opportunità.

Esempio di filiera con registri decentralizzati tecnologici (DLTs) tratto da white paper Fao:

AGRICOLTURA 4.0  – SMART FARMING SYSTEM – DIGITAL FARMER

L’agricoltura deve affrontare molte sfide in evoluzione, alcune del passato e altre ancora a venire. Questi includono gli effetti di un clima che cambia, terreni coltivabili meno disponibili per la coltivazione, ampie fluttuazioni nei mercati delle materie prime e una popolazione mondiale in costante crescita. Inoltre, ci sono crescenti richieste normative e sociali affinché l’agricoltura diventi più sostenibile dal punto di vista ambientale. La demografia globale, la domanda mondiale di cibo sufficiente e diete di qualità superiore comporteranno una continua trasformazione della produzione agricola rivolta sempre più ad un’economia circolare nell’era di “internet of farming”. La produzione sostenibile sarà raggiunta non solo gestendo l’economia, ma anche fattori come la fertilità del suolo, l’erosione del suolo, l’uso dell’acqua, l’uso del suolo e le sostanze chimiche per la protezione delle colture per ridurre al minimo l’impatto ambientale. L’agricoltura digitale 4.0. è emersa come una formula che comprende soluzioni IoT integrate con intelligenza artificiale, precision farming e DLT permettendo ai digital farmer di raggiungere questi obiettivi. L’ascesa delle tecnologie agricole digitali ha aperto una grande quantità di nuovi dati per gli agricoltori. Sensori remoti, satelliti e droni possono monitorare la salute delle piante, le condizioni del suolo, la temperatura, l’utilizzo dell’azoto e soluzioni informatiche basate sulla tecnologia dei Distributed Ledger Technology. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono analizzare questa straordinaria quantità di dati ad alta velocità e incanalare di nuovo agli agricoltori sotto forma di informazioni utili, aiutandoli a prendere decisioni critiche, tempestive e sul campo. Date le sue numerose opportunità, è necessario che l’agricoltura digitale costituisca una priorità strategica fondamentale dell’UE. Stabilire la strada giusta ora offre all’UE l’opportunità di modellare il processo a beneficio della crescita, di un settore competitivo e di un modo più sostenibile di agricoltura. Ma per sbloccare il pieno potenziale dell’agricoltura digitale, l’UE deve creare un ambiente regolamentare orientato al futuro e stabilire i giusti incentivi politici. 0CHAIN è il programma sperimentale che parte dal basso, dalla terra coltivata dai nuovi contadini 4.0 i DIGITAL FARMER per sperimentare e conoscere meglio la trasformazione digitale dell’agricoltura nell’era di internet of farming e tornare a dare il giusto valore alle materie prime a km 0. L’agricoltura sta subendo la digital transformation. Le informazioni digitali su tempo, condizioni del suolo e uno dei programmi di fintech.DAO prevede la realizzazione d’innovazione di programmi esponenziali nel settore agrifood dove “digital builder” creano assieme ai “digital farmer” nuove soluzioni agritech attraverso nuovi approcci di apprendimento cooperativo sulla base del rinforzo [gamification] in modo resiliente. 

Una agricoltura digitale che si fonda sull’utilizzo consapevole da parte di agricoltori digitali di nuovi strumenti digitali intelligenti per far progredire la connettività in agricoltura, con l’obiettivo di conservare le risorse, salvaguardare i raccolti e proteggere l’ambiente. La rivoluzione digitale sta cambiando il volto dell’agricoltura, con gli zeri e quelli che compongono il codice binario destinato a diventare gli strumenti più importanti per gli agricoltori di tutto il mondo. Trattori e mietitrebbie altamente automatizzati dotati di una vasta gamma di sensori stanno già attraversando i nostri campi di mais, colza, soia e grano, raccogliendo dati sulla salute delle piante, i raccolti, la composizione del suolo e la topografia dei campi. Droni e satelliti stanno anche aiutando gli agricoltori a lavorare in modo più efficiente generando milioni di punti dati rilevanti. Oggi l’imaging satellitare ci consente di analizzare una singola zona di terra con una risoluzione di soli 30 centimetri.  La capacità di analizzare dati estremamente precisi della stagione di crescita attuale e confrontarli con gli anni precedenti porta una dimensione completamente nuova all’agricoltura moderna. Le agricoltrici e gli agricoltori sono in grado di prevedere meglio le influenze che incidono sui raccolti e rispondere più rapidamente ai cambiamenti. Ciò significa che possono agire prontamente per prevenire le perdite di raccolto e quindi svolgere una funzione pro-attiva per una nuova dimensione dell’ecosistema agro-alimentare: un sistema predittivo e non più attuando un processo riparativo.

Rendimenti più elevati grazie alle strategie di semina abbinate al suolo

L’agricoltura digitale si basa sull’interpretazione di enormi flussi di dati. Ci sono migliaia di diversi tipi di terreno in tutto il mondo. Ma la qualità del suolo può variare notevolmente anche all’interno di una regione o di un singolo campo. Più un agricoltore conosce i suoi terreni, più è attrezzato per decidere quali varietà seminare in una determinata area per produrre raccolti ottimali: stiamo vivendo la rivoluzione nel settore dell’agricoltura 4.0 dobbiamo essere informati e formati su come agire per non subire i dati, ma diventare attori protagonisti di questo cambiamento di un ecosistema sempre più data-driven.

I satelliti osservano i raccolti nei campi dallo spazio

La digitalizzazione consente alle agricoltrici e agli agricoltori di prendere decisioni rapide su misura per i singoli campi – dalla selezione della giusta varietà di colture e l’applicazione della giusta dose di fertilizzante fino alla determinazione del momento ideale per le misure di protezione delle colture e al riconoscimento precoce dei fattori di stress delle piante. Un possibile esempio è un indice di umidità del suolo che fornisce informazioni sulla capacità di stoccaggio dell’acqua del suolo e fornisce raccomandazioni automatizzate per strategie ottimali di fertilizzante e il momento migliore per irrigare. I monitor potrebbero rilevare la temperatura della chioma che fornisce informazioni quotidiane e raccomandazioni per l’azione durante il periodo dal momento in cui le colture vengono seminate fino al raccolto identificando le aree problematiche sul campo.

Caso studio per l’agricoltura 4.0.

Prima che una piattaforma digitale possa fornire risposte e soluzioni definitive sarà necessario recuperare e inserire diversi dati e numerosi parametri e variabili. Nel 2014 diversi agricoltori negli Stati Uniti hanno partecipato a uno studio per confrontare nuove varietà di soia con quelle esistenti. I campi di prova sono stati analizzati con un sensore multispettrale montato su un veicolo aereo senza pilota. Le immagini a infrarossi prodotte dal sensore hanno mostrato quali aree del campo necessitano di maggiore attenzione. Con l’aiuto delle radiazioni nel vicino infrarosso, i ricercatori hanno scoperto fattori di stress che sono dannosi per le piante molto prima che fossero visibili all’occhio umano. Questo perché le immagini a infrarossi rivelano una grande quantità di informazioni sulle condizioni delle colture, come il loro contenuto di clorofilla – un indicatore della loro vitalità generale. Poiché le piante sane hanno un contenuto di clorofilla più elevato e un maggiore vigore, producono anche più materiale vegetale. 

Ciò si traduce in una maggiore riflettanza nel vicino infrarosso, che è indicato dal caratteristico colore rosso delle immagini a infrarossi. Analizzando i dati delle trame di prova – e prima ancora di mettere piede nel campo – gli agricoltori e gli specialisti delle colture sapevano esattamente quale parte del campo di soia richiede più cure e attenzione.

Un’applicazione più mirata significa minori quantità di pesticidi

I ricercatori conservano anche informazioni nei loro database sull’efficacia degli agenti di protezione delle colture, ad esempio in quale fase di crescita alcuni erbicidi sono più efficaci nel controllo delle erbe infestanti. Se combinate con i dati sul campo, queste informazioni consentono di applicare i prodotti per la protezione delle colture esattamente al metro quadrato che ne ha bisogno e in nessun altro luogo. Di conseguenza, è richiesta una quantità inferiore della sostanza attiva. Nell’estate del 2016,un team di ricercatori ha testato per la prima volta un programma di temporizzazione e dosaggio in aziende selezionate in tutta Europa. Queste nuove tecnologie ci consentono anche di generare raccomandazioni personalizzate per gli agenti di protezione delle colture. A tale scopo molti ricercatori utilizzano le cosiddette mappe delle applicazioni. 

Questi forniscono agli agricoltori informazioni sulle migliori tariffe di dosaggio per i nostri prodotti per ogni singolo pezzo di terra. Gli agricoltori saranno anche in grado di creare queste mappe da soli in futuro scansionando il codice QR sulla confezione di qualsiasi prodotto per la protezione delle colture con il proprio smartphone. I futuri software collegati ad infrastrutture basate sul protocollo blockchain generano una mappa – basata sulle immagini satellitari, sul suolo o sui dati topografici più recenti – e abbina le informazioni al prodotto scansionato e al campo pertinente. I moderni irroratori possono leggere queste mappe di applicazione e applicare con precisione gli agenti di protezione delle colture ovunque siano necessari grazie ad infrastrutture informatiche interconnesse e iperconvergenti.

L’agricoltura di precisione aumenta i rendimenti, riduce i costi e protegge l’ambiente

fintech.DAO nel mondo dei digital farmer permetterà di pianificare meglio il budget per ogni chicco di seme e millilitro di agente per la protezione delle colture in futuro, possiamo aiutare a evitare potenziali perdite di raccolto, aumentare i raccolti a livello globale e andare tranquilli nell’ambiente e nella tasca del digital farmer 4.0. Durante la raccolta dei dati grazie ad un sistema digitalizzato interconnesso sarà fondamentale considerare le questioni relative alla protezione dei dati. Alla base del programma fintech.DAO c’è un’attenzione particolare perché di vitale importanza garantire ai digital farmer trasparenza e controllo sui propri dati personali. In questo il programma si può considerare unico nel panorama delle infrastrutture informatiche basate sul protocollo blockchain perchè parte dal basso e vuole svilupparsi in modo orizzontale per curare gli interessi di digital farmer grazie a innovativi strumenti digitali che consentiranno loro di ottenere il meglio dalla propria terra. fintech.DAO lo strumento per tornare a dare valore ai frutti del lavoro di digital farmer di una piccola distribuzione organizzata a km 0.

LA DAO –  ORGANIZZAZIONE AUTONOMA DECENTRALIZZATA 

Le DAO affrontano un secolare problema di governance, che i politologi e gli economisti definiscono il dilemma dell’agente principale. Ciò si verifica quando l’agente di un’organizzazione ha il potere di prendere decisioni per conto o influenzare il principale – un’altra persona o entità nell’organizzazione. Esempi di questo potrebbero essere manager che agiscono per conto degli azionisti o politici che agiscono per conto dei cittadini. In tali assetti, il rischio morale si verifica quando una persona si assume più rischi di quelli che farebbe normalmente, perché altri sostengono il costo di tali rischi. 

Più in generale, si verifica quando l’agente agisce nel proprio interesse piuttosto che nell’interesse del principale poiché il principale non può controllare completamente le azioni dell’agente. Questo dilemma di solito aumenta quando c’è in gioco un’asimmetria informativa di fondo.

Organizzazioni tradizionali contro le  DAO

Nelle aziende tradizionali, tutti gli agenti di un’azienda hanno contratti di lavoro che regolano il loro rapporto con l’organizzazione e tra di loro. I loro diritti e doveri sono regolati da contratti legali e fatti valere da un sistema legale che è soggetto alla legge governativa di base del paese in cui risiedono. Se qualcosa va storto o qualcuno non si attiene alla fine dell’accordo, il contratto legale definirà chi può essere citato in giudizio per cosa in un tribunale. Le DAO, d’altra parte, coinvolgono un gruppo di persone che interagiscono tra loro secondo un protocollo open source auto-imposto. La protezione della rete e l’esecuzione di altre attività di rete vengono premiate con i token di rete nativi. Blockchain e smart contract riducono i costi di transazione della gestione a livelli più elevati di trasparenza, allineando gli interessi di tutte le parti interessate con le regole di consenso legate al token nativo. Il comportamento individuale è incentivato con un token per contribuire collettivamente a un obiettivo comune. 

I membri di una DAO non sono vincolati da un’entità legale, né hanno stipulato contratti legali formali. Sono invece guidati da incentivi legati ai token di rete e regole completamente trasparenti che sono scritte nel pezzo di tali articoli , che è imposto dal consenso della macchina. Non ci sono accordi bilaterali. Esiste una sola legge applicabile – il protocollo o il contratto intelligente – che regola il comportamento di tutti i partecipanti alla rete. A differenza delle aziende tradizionali strutturate in modo dall’alto verso il basso, con molti livelli di gestione e coordinamento burocratico, le DAO forniscono un sistema operativo per persone e istituzioni che non si conoscono né si fidano l’una dell’altra, che potrebbero vivere in diverse aree geografiche, parlare lingue diverse e quindi essere soggetto a giurisdizioni diverse. Invece di contratti legali che gestiscono le relazioni delle persone, nella rete Bitcoin, tutti gli accordi sono sotto forma di codice open source che si auto-impone dal consenso della maggioranza di tutti gli attori della rete. Le DAO non hanno una struttura gerarchica, ad eccezione del codice. Una volta distribuita, questa entità è indipendente dal suo creatore e non può essere censurata da una singola entità, ma invece da una maggioranza predefinita dei partecipanti dell’organizzazione. Le regole esatte della maggioranza sono definite nel protocollo di consenso o nel losmart contract e variano da caso d’uso a caso d’uso. In alcuni paesi, come ad esempio l’Austria, ci sono tendenze nella letteratura legale che vedono le DAO come un partenariato di diritto civile.

Una DAO può essere formalizzata con uno smart contract. I casi d’uso vanno dal semplice al complesso. La complessità dipende dal numero di parti interessate, nonché dal numero e dalla complessità dei processi all’interno dell’organizzazione che saranno regolati dal contratto intelligente. A seconda dello scopo e delle regole di governance dell’organizzazione, questi casi d’uso possono avere una somiglianza con le società o gli stati-nazione. 

Più sono le regole di governance centralizzate, più assomiglia a un’azienda tradizionale. In una configurazione più decentralizzata, le regole di governance potrebbero assomigliare agli stati nazionali, guidando automaticamente il comportamento con incentivi e disincentivi tokenizzati. In tali casi, le regole di governance dei token incentivano e guidano una rete di attori senza intermediari centralizzati, sostituendo così la necessità di organizzazioni dall’alto verso il basso gestite da un gruppo di persone, con codice auto-esecutivo. Tali organizzazioni decentralizzate possono utilizzare il sistema legale per una certa protezione della proprietà fisica, ma tale utilizzo è secondario rispetto ai meccanismi di sicurezza preventiva offerti da altri contratti intelligenti. Una complessa serie di tecnologie, guidata da protocolli di consenso, deve essere creata per creare un’infrastruttura autonoma funzionante. I loro token di protocollo nativi consentono alle tribù Internet distribuite di emergere.

Le DAO sono open source, quindi trasparenti e, in teoria, incorruttibili. Tutte le transazioni dell’organizzazione sono registrate e gestite su una blockchain. Gli interessi dei membri dell’organizzazione sono, se progettati correttamente, allineati alle regole di incentivazione legate al token nativo. 

Le proposte rappresentano la via principale per prendere decisioni all’interno di una DAO, che sono votate per consenso maggioritario degli attori della rete coinvolti. Pertanto, le DAO possono essere visti come organismi distribuiti o tribù distribuite di Internet, che vivono su Internet ed esistono in modo autonomo, ma fanno anche affidamento su individui specializzati o organizzazioni più piccole per eseguire determinate attività che non possono essere sostituite con l’automazione. Probabilmente cresceranno molte altre DAO, con una vasta gamma di scopi, evolvere in aggiunta alla tecnologia che Bitcoin ha aperto la strada.

La rete Bitcoin può essere considerata la prima vera organizzazione decentralizzata e autonoma, coordinata da un protocollo di consenso che chiunque è libero di adottare. Fornisce un sistema operativo per denaro senza banche e gestori di banche e è rimasto resistente agli attacchi e tollerante ai guasti da quando è stato creato il primo blocco nel 2009. Nessuna entità centrale controlla Bitcoin, il che significa che finché le persone continuano a partecipare alla rete, solo un’interruzione di corrente mondiale potrebbe arrestare Bitcoin. 

Il protocollo blockchain sottostante abilita una rete di incentivi, alimentata dalle regole di governance legate al suo token crittografico. Questi token di regole di governance del livello di consenso consentono un coordinamento automatizzato e trasparente di un gruppo disparato di persone che non si conoscono o si fidano reciprocamente.

La rete Bitcoin ha dimostrato che i token possono essere utilizzati come mezzo di programmazione, ovvero guidare il comportamento economico dei nodi di rete. Questo meccanismo di incentivazione ha dimostrato di essere un motivatore nell’esecuzione di servizi a una rete.  Con l’emergere dell’Ethereum Network, il concetto di DAO ha spostato lo stack tecnologico dal protocollo blockchain allo smart contract. Mentre prima di aver bisogno di una rete blockchain con un protocollo di consenso resistente agli attacchi per creare una DAO, gli smart contract rendevano la creazione di DAO facilmente programmabile, con poche righe di codice e senza la necessità di impostare la propria blockchain infrastruttura.

“The DAO” nel 2016, ad esempio, è stato un modello molto precoce di un contratto intelligente così complesso sulla blockchain di Ethereum. Lo scopo di “The DAO” era di fornire un veicolo autonomo per la gestione di fondi senza gestori di fondi tradizionali. Durante una vendita di token di quattro settimane, “The DAO” ha emesso token DAO contro ETH, riscuotendo un equivalente di 150 milioni di USD, ottenendo la più grande vendita di token a suo tempo. I token “DAO” erano fungibili, il che significa che potevano essere scambiati con qualsiasi altro token elencato in uno scambio di token. 

L’idea era che ogni detentore di token DAO sarebbe stato comproprietario di questo fondo di investimento decentralizzato proporzionale al numero di token detenuti e avrebbe potuto partecipare alle decisioni di investimento con diritti di voto proporzionali. I servizi specializzati a “The DAO” potrebbero essere condotti da subappaltatori assunti dai titolari di token “The DAO” per consenso di maggioranza. 

Tuttavia, a causa di un errore di programmazione nel software, questa visione di “The DAO” non è mai diventata realtà, poiché il progetto è stato prosciugato di circa un terzo dei suoi fondi prima di diventare operativo. Ciò ha portato a una controversa biforcazione della blockchain di Ethereum. Una delle maggiori carenze è stata che “The DAO” non ha tenuto conto di chi è responsabile del processo decisionale in caso di eventi imprevisti.

Oggi non esistono organizzazioni completamente decentralizzata e autonoma. A seconda delle regole di governance, esistono diversi livelli di decentralizzazione. Mentre la rete potrebbe essere geograficamente decentralizzata e avere molti attori di rete indipendenti ma uguali, le regole di governance scritte nello smart contract o nel protocollo blockchain saranno sempre un punto di centralizzazione e perdita di autonomia diretta. I DAO possono essere decentralizzati dal punto di vista architettonico (attori indipendenti gestiscono nodi diversi) e sono decentralizzati geograficamente (soggetti a giurisdizioni diverse), ma sono logicamente centralizzati (il protocollo). La domanda su come aggiornare il codice – quando e se necessario – è molto spesso delegata a un gruppo di esperti che comprendono le complessità tecno-legali del codice: noi vogliamo entrare nella Token Economy con il programma fintech.DAO.

DeFI – fintech.DAO

fintech.DAO è la nostra proposta  per il trasferimento in criptovaluta all’interno di smart chain del settore agrifood italiano Caso studio: PRO HOPS SMART CHAIN [GOI regionale sul luppolo italiano] Vantaggi: PoC dove testare la modalità di pagamento alternativo alle fiat

Per i rivenditori e la filiera 

Soluzioni di gestione dall’ordinazione alla riconciliazione delle fatture per i rivenditori di luppolo e birra artigianale di tutte le dimensioni. La gestione efficiente del luppolo inizia con la fatturazione elettronica automatizzata. Elimina i metodi di pagamento obsoleti rimanendo conformi alle leggi normative. Ottieni l’accesso a fatture, cronologia degli acquisti e crediti online e integra i dati delle fatture direttamente nel tuo sistema di back-office. Gestisci l’esperienza del cliente, non le fatture e controlla in modo automatico le transazioni commerciali all’interno della filiera digitalizzata.

Per i distributori

Automatizza la riscossione dei pagamenti, massimizza l’efficienza della consegna, comunica i prezzi elettronicamente e perfeziona la tua strategia di vendita collegandosi alla infrastruttura blockchain.

Gestione della filiera di distribuzione digitalizzata 

Indipendentemente dal numero delle sedi tutti i rivenditori hanno gli stessi obiettivi comuni per le loro attività vendita e distribuzione del luppolo: controllo dei costi, aumento dei margini, aumento dei profitti e protezione dei loro investimenti. Fintech.DAO vuole sviluppare una piattaforma integrata costruita per adattarsi ai rivenditori di qualsiasi dimensione e di qualsiasi tipo, per supportare queste misurazioni condivise di base del successo.

PoC_APP per il business della vendita delle materie prima di filiera come il luppolo

Che sia un piccolo auto-distributore o un rivenditore di servizi a livello nazionale, tutti i distributori di luppolo o birra hanno gli stessi obiettivi comuni per la propria attività: migliorare l’efficienza operativa e il controllo dei costi, massimizzare la crescita dei ricavi, espandere la portata dei clienti e aumentare l’adozione dei prodotti. Fintech.DAO vuole sviluppare una piattaforma integrata costruita per adattarsi ai distributori di birra e rivenditori di luppolo di qualsiasi dimensione per ottenere risultati positivi.

Pagamenti rapidi e sicuri

Non si perde tempo con carta scritta per i pagamenti per avere più tempo per dedicarsi allo sviluppo di competenze e nuove conoscenze digitali. 

Il pagamento in contrassegno lo si riceve via email certificata automaticamente si riceve  il pagamento tramite fatturazione elettronica, riducendo i tempi di consegna, aumentando la sicurezza del conducente, accelerando la riconciliazione e riducendo le richieste di fatturazione. Si può prevedere un profitto maggiore dettato da una maggiore organizzazione dei processi di lavoro.

Lilypad è un modello riproducibile

Lilypad è la piattaforma di vendita definitiva per i distributori di bevande alcoliche, offrendo ai team strumenti di vendita e dati fruibili che ottimizzano l’esecuzione e il reporting sul mercato. Con Lilypad CRM e Lilypad Data, i team di alcolici vendono in modo più efficiente e raggiungono i loro obiettivi: si può creare un modello simile per chi coopera in una filiera di prodotto agroalimentare. Scalare e aumentare le transazioni di vendita tramite un software dedicato.  Si può ricevere  conferma degli ordini dai rivenditori in un unico formato coerente e ottieni l’accesso anticipato alle richieste di ordini per identificare facilmente opportunità promozionali, di quantità e di vendita di nuovi articoli. Si possono ottenere informazioni dettagliate su clienti di tutte le dimensioni, dando la possibilità di comunicare ogni giorno con più rivenditori e aumentare il volume delle vendite. Un modello simile si può ricreare per le smart chain italiane. Raggiungere una visione nazionale dei dati di acquisto di alcol da distributore a rivenditore, inclusa la più grande raccolta locale nel settore agroalimentare. I dati di mercato aggregati per canale, marchio e pacchetto offrono una solida analisi delle tendenze. Misurare i lanci e le promozioni dei prodotti senza sforzo: ideale per un progetto di filiera di prodotto digitalizzata e decentralizzata come quella del luppolo.

DEFI IN ITALIA

La FInanza  DEcentralizzata è il movimento che attraverso l’uso di software open source e reti informatiche decentralizzate trasforma prodotti e servizi finanziari tradizionali in protocolli affidabili e trasparenti che operano senza intermediari. Per noi di fintech.DAO la finanza decentralizzata avrà un impatto sul mondo finanziario simile a quello avuto dai software open source in relazione ai programmi informatici. Gli attuali modelli di business – fallimentari, dato lo stato attuale dell’economia mondiale –  stanno iniziando a confrontarsi con il rischio di una vera e propria rivoluzione derivante dalle piattaforme finanziarie basate su blockchain che sono altamente efficienti. L’utilizzo di  tecnologie DLT si sta inoltre rivelando molto utile quanto a trasparenza e sicurezza. L’attuale infrastruttura dei mercati dei capitali è lenta, costosa e spesso richiede l’intervento di molteplici intermediari. La natura burocratica rende difficile eseguire e ricevere servizi finanziari efficienti. Già oggi ci troviamo di fronte a parecchie novità relative al mercato dei capitali su blockchain. Esse favoriscono il miglioramento dei flussi di lavoro, una drastica riduzione delle spese generali, consentono nel contempo alle istituzioni di fornire servizi migliori, più sicuri e personalizzati sia ad imprese sia a privati.

CARATTERISTICHE DELLA DEFI RISPETTO ALLA FINANZA TRADIZIONALE

Utilizzando smart contract gli sviluppatori possono programmare la business logic in applicazioni decentralizzate di servizi finanziari: programmabile. Poiché si tratta di un sistema open-source, gli sviluppatori possono liberamente lavorare ed elaborare sistemi decentralizzati senza chiedere l’autorizzazione: permissionless I dati sono conservati simultaneamente su migliaia di computer invece che su un server centrale: decentralizzato Un ente centrale non può invalidare le transazioni di un utente, gestire le modifiche o spegnere una rete. I membri della comunità, specialmente gli sviluppatori e i detentori di Token, partecipano alla gestione del sistema finanziario, riducendo la concentrazione di potere e controllo: trustless Una volta che una transazione è convalidata all’interno di un blocco e confermata dai blocchi successivi, diventa permanente, verificabile e sicura e trasparente. La finanza decentralizzata può essere resa interoperabile tra diversi servizi interoperabili

L’hard money ed i beni possono fluire senza soluzione di continuità attraverso servizi e confini diversi, creando potenzialmente l’internet del valore e promettendo una vera e propria “cittadinanza finanziaria globale”, senza frontiere.

L’IMPATTO DELLA FINANZA DECENTRALIZZATA

La finanza decentralizzata rimuove le barriere di localizzazione, ricchezza e status, consentendo così a tutti di accedere ai sistemi finanziari. Ad esempio, la DeFi permette ad una persona in Africa, che non ha accesso a servizi finanziari, di poter usufruire di soluzioni quali prestiti, mutui ed assicurazioni. Tutto ciò di cui ha bisogno è solo uno smartphone e una connessione internet. Pagamenti transfrontalieri a prezzi accessibili.I servizi di pagamento saranno sempre più accessibili. Gli utenti avranno la piena custodia del proprio patrimonio e potranno effettuare transazioni senza l’intervento di terzi, migliorando i livelli della privacy e della sicurezza Le transazioni sono immutabili e la blockchain non può essere chiusa dalle istituzioni centrali Le applicazioni decentralizzate saranno semplici e facili da usare per esempio tramite apps plug and play, quindi saranno facilmente utilizzabili da chi non ha competenze digitali.

CHI PIÙ BENEFICERÀ DELLA DEFI SONO LE PERSONE CHE SI TROVANO IN MAGGIORI DIFFICOLTÀ

Il denaro governativo o “fiat” è sottoposto a rischio d’inflazione, ciò significa che coloro che possiedono dei risparmi, hanno una buona ragione per trovare un’alternativa al fine di conservarne il valore rispetto alla propria valuta locale. Nei paesi con un alto tasso di inflazione è molto difficile risparmiare denaro, poiché il valore si riduce nel tempo.

Il denaro viene quindi investito in attività che mirano a conservarne il valore ma ciò, a volte, può anche sfociare in bolle speculative. Per avere un’idea dell’entità del fenomeno, basti pensare che circa la metà della popolazione mondiale vive in paesi dove la moneta locale ha un tasso d’inflazione superiore al 5%.

DEFI È UN MOVIMENTO INCLUSIVO CHE DARÀ ACCESSO AL MERCATO FINANZIARIO A MILIONI DI PERSONE 

Grazie alla DeFi, tutti avranno accesso al mondo finanziario, anche i più disagiati. Per gli individui che vivono in paesi in cui è difficile possedere un documento d’identità, non esistono attualmente opportunità di usufruire dei servizi finanziari di base. Ciò significa affidarsi a servizi finanziari informali, come i “club di risparmio” o le rimesse non regolamentate. Tali servizi possono essere sorprendentemente efficaci su piccola scala, ma comportano rischi e costi decisamente elevati.

GLI ASSET DIGITALI FUNGERANNO DA “TRAIT D’UNION” FRA LA BLOCKCHAIN ED IL MONDO DEGLI ASSET TRADIZIONALI

Chiunque avrà la possibilità di accedere a piattaforme che trattano asset digitali, sarà in grado di accedere a svariate opportunità offerte dai mercati internazionali.

I SERVIZI FINANZIARI DECENTRALIZZATI TRASFORMERANNO IL SETTORE BANCARIO 

Il panorama dei servizi finanziari non solo cambierà radicalmente e diventerà più efficiente, esso sarà anche straordinariamente diversificato rispetto a quanto abbiamo conosciuto fino ad oggi. Tutti noi utilizziamo quotidianamente servizi finanziari ed entro breve avremo a nostra disposizione una scelta che fino a poco tempo fa era addirittura inimmaginabile. Piattaforme di trading decentralizzate e applicazioni finanziarie decentralizzate non elimineranno le banche che sono, per definizione, istituzioni centralizzate. L’introduzione del protocollo blockchain e l’imminente adozione diffusa in molti applicazioni di diversi settori economici, costringerà le gli istituti bancari ad adottare esse stesse la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology). Per essere in grado di competere con le molteplici alternative decentralizzate, le banche dovranno utilizzare piattaforme blockchain per facilitare, ad esempio, pagamenti transfrontalieri, compensazioni, settlement automatici, ecc. Le applicazioni tecnologiche decentralizzate nell’ambito dei servizi finanziari non stanno agendo allo scopo di mettere in difficoltà il settore bancario centralizzato, bensì stanno spingendo le grandi banche ad integrare reti peer-to-peer per offrire servizi più affidabili, più accessibili e più veloci, a vantaggio del cliente. Coloro che invece vorranno utilizzare asset digitali e criptovalute allo scopo di allontanarsi dalla dipendenza delle banche centralizzate, potranno godere di un’ampia gamma di soluzioni alternative.

PROSPETTIVE

La finanza decentralizzata ha una reale possibilità di alleviare il “dolore” che ci provoca la gestione del nostro denaro. Spostare denaro, spendere denaro e mantenerlo al sicuro, tutto si basa su pratiche e tecnologie molto obsolete. La DeFi molto probabilmente permetterà alle persone di riappropriarsi del controllo del propri beni e di gestirli in modo semplice, rapido ed economico.

Bitcoin e altre prime criptovalute hanno proposto nuove forme di denaro resistenti alla censura, non gravate dall’inflazione e prive di interessi politici e sovrani. Questo nuova forma di “denaro” consente oggi ai suoi possessori di avere il controllo esclusivo e reale del proprio denaro, come incarnato dall’espressione crittografica, “non le tue chiavi [private], non le tue monete”. Tuttavia, una delle funzioni chiave del denaro come la conosciamo è quella di fungere da “mezzo di scambio”, qualcosa che è ampiamente accettato in cambio di beni e servizi. L’instabilità e la volatilità dei cryptos rendono questa narrativa vulnerabile allo scetticismo. E pochi posti accettano Bitcoin o criptovaluta come pagamento, anche se quel numero è in rapida crescita in un panorama mondiale dove le banche ventrali continuano a stampare banconote come rappresentazione di un asset collegato all’oro o al dollaro.

ETHEREUM HA CAMBIATO LE REGOLE  DEL GIOCO

Quando Ethereum ha dato origine al boom dell’ICO nel 2017 il gioco è cambiato. L’applicazione killer della blockchain si è spostata verso gli ICO: raccolta fondi, tokenizzazione e emissione di asset privi di regolamentazione e intervento del governo. Ethereum ha permesso a chiunque di prendere parte alle start-up in qualsiasi parte del mondo, un diritto precedentemente riservato a un sottogruppo di élite finanziaria, importanti investitori di capitali di rischio. Tuttavia, i regolatori sono entrati e hanno fermato gli ICO nelle loro tracce, e ancora una volta la narrazione ha iniziato a spostarsi tra esperti di criptovalute. Nel 2018, la bolla ICO si è sgonfiata e milioni di investitori in criptovalute hanno visto diminuire il valore delle loro criptovalute di oltre l’85%. Nel frattempo, la prossima applicazione killer per blockchain ha già iniziato a guadagnare slancio.

DEFI COME KILLER APPLICATION DI BLOCKCHAIN

La finanza decentralizzata (DeFi) è stata una tendenza in crescita negli ultimi due anni. Questo sottosettore dell’industria delle criptovalute sta crescendo in modo esponenziale e noi prevediamo che la tendenza continuerà nel prossimo futuro. DeFi promette di interrompere il sistema bancario tradizionale rimuovendo costosi intermediari e altri cercatori di affitto. Ma il sistema bancario esiste da secoli e non verrà rimosso facilmente. L’adozione di Crypto non avverrà dall’oggi al domani, né l’ascesa di DeFi. Tuttavia, il fatto è che ora ci sono decine di milioni di investitori crittografici in tutto il mondo che detengono collettivamente oltre $ 200 miliardi di attività. E nessuna di queste risorse viene messa al lavoro. Sebbene il mercato sia relativamente giovane, il capitale bloccato nei contratti smart DeFi è cresciuto da $ 0 a quasi $ 700 milioni in poco più di 24 mesi.

DRIVER DIETRO LA DEFI

Maker DAO rappresenta la piattaforma che consente agli investitori in possesso di Ethereum e altre attività ERC-20 di ottenere prestiti utilizzando la loro cripto come garanzia. Questi prestiti coniano stablecoin agganciati al dollaro, risolvendo i problemi di volatilità. Ora, Maker ha incassato oltre $ 370 milioni in prestiti e vanta una capitalizzazione di mercato di quasi $ 500 milioni.

Synthetix, una piattaforma che consente alle persone di scambiare valute fiat sintetiche, criptovalute e materie prime emesse sulla blockchain di Ethereum ancorata a beni reali, ora ha $ 124 milioni bloccati. Il token di Synthetix è passato da $ 0,03 nel gennaio 2019 a $ 0,92 l’anno successivo, con guadagni di oltre il 2.900%. Compound, una piattaforma di prestito decentralizzata che consente alle persone di prestare in prestito token Ethereum e ERC-20 per interessi, attualmente ha $ 89,4 milioni di asset crittografati bloccati.

COSA VERRÀ DOPO QUESTO PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA?

Mentre un ecosistema DeFi sano sta già iniziando a formarsi, il problema più grande è che la maggior parte delle piattaforme attuali nell’ecosistema soddisfa solo la blockchain di Ethereum. Tutte le altre blockchain sul mercato oggi, anche Bitcoin, non hanno ecosistemi sani di applicazioni per fornire questi servizi tanto necessari. Nel prossimo futuro, un’applicazione unirà i frammentati mercati delle criptovalute e sbloccherà miliardi di dollari di potenziale. Da lì in poi, la criptovaluta e la blockchain continueranno a chiamare per trasformare la finanza.

UN ECOSISTEMA SENZA FIDUCIA

Tradizionalmente centralizzato dal design, il potere all’interno del sistema bancario globale è stato in gran parte detenuto da istituzioni legacy, siano esse banche centrali, studi legali o organismi di regolamentazione. Non sorprende che i servizi finanziari siano considerati i meno affidabili di tutti i principali settori, dopo questa seconda recessione globale e le violazioni dei dati di alto profilo hanno mostrato i punti deboli della centralizzazione e dell’intermediazione. Ciò che DeFi porta sul tavolo oggi è un modo per togliere la questione della fiducia dalle mani di alcuni attori principali e scriverla nello stesso codice su cui viene eseguita. Le transazioni su sistemi decentralizzati possono essere eseguite in gran parte automatizzate tramite contratti intelligenti eseguiti automaticamente, eliminando la necessità di obsoleti intermediari e le loro relative commissioni. Costruiti in un panorama digitale, i servizi DeFi sono aperti a chiunque a livello globale, indipendentemente dalla misura in cui hanno accesso ai servizi bancari tradizionali. 

Secondo la Banca mondiale, 1,7 miliardi di persone in tutto il mondo rimangono senza banca, ma i due terzi di questa popolazione possiede un telefono cellulare, indicando l’effetto equalizzante della tecnologia quando si tratta di accedere ai servizi finanziari. Non più limitate alle infrastrutture legacy, queste tecnologie possono essere testate sul mercato a un ritmo molto più rapido, consentendo un prezioso feedback in tempo reale sull’effettiva efficacia di una determinata soluzione. 

Nel caso delle rimesse, in particolare, DeFi ha il potenziale per ridurre significativamente il costo medio globale da qualche parte al di sotto del 3%, aprendo la porta a pagamenti transfrontalieri istantanei e sicuri attraverso i mercati sviluppati ed emergenti.

PRESTITO PIÙ VELOCE E PIÙ EQUO

Sebbene i prestiti garantiti da criptovalute e i prestiti peer-to-peer siano ancora nella loro fase iniziale, la loro popolarità è cresciuta con la richiesta di strutture più accessibili per prestiti   e prestiti. Con una comprovata esperienza costruita nel corso degli ultimi anni, le soluzioni esistenti come MakerDAO sono salite alla ribalta, dimostrando alti tassi di interesse  e rendimenti per gli utenti che indicano il successo della tecnologia. Oltre a ciò, l’uso  di contratti intelligenti per consentire un formato non detentivo con obblighi di credito più configurabili, implica anche maggiori efficienze operative. Ci aspettiamo che entro pochi mesi anche il Governo italiano possa dare seguito con i decreti attuativi del DL Semplificazioni del 2019.  DeFi elimina la necessità di due diligence eseguite dall’uomo e rimuove l’opportunità di errore umano, portando a tempi di elaborazione significativamente più rapidi. Anche il pregiudizio umano viene eliminato dall’equazione, poiché l’allocazione del capitale viene effettuata sulla base di dati di transazione in tempo reale per garantire che il mercato sia sempre equilibrato. Con DeFi, i finanziatori e i mutuatari di qualsiasi parte del mondo possono essere collegati in modo digitale e un protocollo crittograficamente applicato garantirà il rispetto dei termini dell’accordo di prestito in ogni momento.

IL VALORE DELLA SCELTA

Man mano che le applicazioni DeFi continuano a maturare e spingono i confini dei servizi finanziari, i possessori di criptovalute cercheranno di utilizzare piattaforme decentralizzate per creare posizioni di debito garantite (CDP), bloccando le loro risorse virtuali come garanzie per ottenere prestiti. Attualmente, gli investitori in criptovalute hanno poco più da fare che detenere le proprie attività e attendere rendimenti a lungo termine, ma i CDP offrono loro un modo per far crescere le loro partecipazioni pur essendo in grado di utilizzarne una parte per acquisti e pagamenti. Con le attuali applicazioni DeFi attualmente limitate a Ethereum,   è probabile che il futuro vedrà un panorama molto più vario di asset crittografici, offrendo agli utenti una gamma più ampia di scelta quando si tratta di massimizzare il valore delle loro partecipazioni. Con l’ampliamento di questo pool, possiamo sperare di vedere un’economia DeFi molto più liquida e finanziariamente matura: noi vogliamo diventare attori protagonisti di questa rivoluzione finanziaria.

L’ALBA DI UNA NUOVA ERA, SFIDE E POTENZIALITÀ

Il valore alla base è direttamente proporzionale all’utilità e, nel caso in cui ci avviciniamo  al futuro, le piattaforme DeFi dovrebbero prosperare, dovranno essere affrontati gli ostacoli all’adozione di massa e all’acquisizione dell’utente. Le applicazioni DeFi sono limitate dalla maturità del più ampio settore blockchain: dovranno svilupparsi in base al modo in cui i protocolli attenuano le sfide di ridimensionamento esistenti. Per i progetti che offrono pagamenti peer-to-peer o sistemi di rimessa, ciò significa avere la capacità di gestire grandi volumi di transazioni a basso costo. Con attori tradizionali come Visa che richiedono un throughput di transazioni di 24.000 transazioni al secondo e la piattaforma DeFi più prolifica al mondo, Ethereum, limitata a sole 10-30 transazioni, è necessario fare molto di più in questo settore.  Tra la graduale maturazione del mercato, i giocatori tradizionali possono iniziare a cambiare     la loro mentalità (e i loro regolamenti) mentre realizzano il potenziale che il decentralizzazione detiene per rimodellare gli strumenti finanziari esistenti di fronte ai macrotrend come l’economia dei concerti e la globalizzazione. Il decentramento stesso è uno spettro, quindi possiamo aspettarci che i progetti DeFi futuri e attuali differiranno nel grado di decentramento che adottano, a seconda della loro funzione finale. Indipendentemente da ciò, l’ecosistema DeFi è e sarà sempre caratterizzato dalla necessità di potenziare l’individuo di tutti i giorni con servizi finanziari accessibili e trasparenti e detiene il potere di avvicinare i nostri mercati come mai prima d’ora a una nuova era della finanza basata su rete, una che è affidabile, efficiente, economico e sicuro. Quindi  un programma sostenibile, riproducibile e scalabile: fintech.DAO

RAPPORTO BLOCKCHAIN DAO

Tutto il sistema economico mondiale si trova di fronte ad una nuova sfida dell’innovazione digitale, in una società dove la capacità di comunicare utilizzando i nuovi strumenti tecnologici appare quanto mai imprescindibile per diffondere una nuova cultura di open innovation e di un’approccio olonico a nuovi modelli di business la tecnologia DLT annessa a soluzioni blockchain si coniuga molto bene in quanto, per sua stessa natura, permette di accrescere il livello di partecipazione democratica e decentralizzata.

L’applicazione del protocollo blockchain che mira a notarizzare i processi di lavorazione di una materia prima all’interno di una filiera di prodotto agrifood si occupa  nello sviluppo di smart-contracts per la rete Ethereum, si tratterebbe quindi di una rete blockchain estremamente vasta e diffusa e per questo motivo i dati sarebbero molto più sicuri ed in pratica immodificabili. Il numero dei nodi Ethereum su scala mondiale è infatti talmente alto che per via della regola del 51% è al momento difficilmente pensabile che qualcuno riesca a “corrompere” la rete e riuscire a modificarne i dati.  Si tratterebbe quindi di una blockchain pubblica, in quanto sviluppare una blockchain privata con un numero iniziale molto limitato di nodi offre meno garanzie per la corretta conservazione dei dati. Infatti le transazioni vengono validate da questo sistema attraverso la rete peer-to-peer di nodi dislocati per il pianeta che in maniera anonima processano le transazioni attraverso i loro server collegati (utilizzando il sistema crittografico delle 2 chiavi pubblica/privata), ricevendo in cambio “ricompense” in criptomonete. Per quanto riguarda il costo delle singole transazioni, questo sarebbe da pagare in criptovaluta interna alla blockchain (in questo caso ETH). 

Oggi esistono soluzioni tecniche per limitare al massimo il costo delle singole transazioni, ad esempio accorpando in un’unica transazione tutti i prodotti appartenenti allo stesso lotto e facendo poi corrispondere ai diversi codici riportati sulle singole confezioni del lotto le stesse informazioni rispetto alla transazione comune. 

Un elemento fondamentale e che caratterizza la nostra soluzione basata sul protocollo blockchain sarà l’”autorevolezza del dato” (transazione blockchain) in continua relazione e corrispondenza con il dato reale (effettiva consegna di merce proveniente dal luogo indicato prodotta nel modo indicato). 

A far fronte a questo ci saranno i controlli sul flusso dati lungo tutta la filiera di prodotto. Va inoltre data importanza ad alcuni punti fondamentali: la blockchain e i soci della DAO saranno ovviamente decentralizzate dove ogni socio avrà pari diritti e potere all’interno di queste strutture democratiche. I regolamenti interni indicheranno i ruoli dei soggetti partecipanti con particolari compiti e funzioni specifiche, allo stesso modo faranno i nodi interni alla rete blockchain. 

BLOCKCHAIN PER IL VALORE AGGIUNTO

La proposta di valore principale della DAO sarà quella di un “Valore Aggiunto” applicabile di volta in volta ai prodotti e che comparirà in etichetta ad esempio tramite un QR-code o all’interno del codice a barre della stessa etichetta, laddove si preferisce.  Questo “Valore Aggiunto” sarà soprattutto un valore aggiunto di Fiducia generato dalla tecnologia blockchain.  I soci vedranno soddisfatte le loro aspettative, all’interno della cooperativa che offrirà un nuovo ecosistema di valori: 

  • il coe grazie alla fiducia troverà qualità e tramite il suo acquisto metterà a disposizione del produttore un prezzo equo 
  • Il produttore, quindi, attraverso blockchain a sua volta aggiungerà al prodotto il valore aggiunto “fiducia” che garantirà qualità al consumatore e così via.

RAPPORTO FIDUCIA-QUALITA’-PREZZO EQUO

Diversamente a quanto accadeva in passato, i consumatori di oggi sono molto attenti alla provenienza di prodotti e materie prime che arrivano sulla loro tavola e temi come sostenibilità e qualità sono quanto mai attuali in materia di alimentazione. L’informazione reperibile in etichetta, rivolta soprattutto agli aspetti igienico-sanitari e nutrizionali degli alimenti più che alla loro qualità e provenienza, non permette pienamente di stabilire un rapporto di fiducia tra il consumatore e il prodotto che acquista.  

Tuttavia, la richiesta di maggiore trasparenza in questo senso, anche influenzata dai diversi scandali sulla salute, si fa apprezzare sempre di più, come testimoniano le recenti soluzioni adottate dalla GDO per garantire ai consumatori prodotti sempre più sicuri con una visione completa su tutta la filiera produttiva e con un facile accesso a tutte le informazioni (vedasi la collaborazione tra Walmart e la piattaforma blockchain di IBM, oppure l’esperimento di Carrefour di applicare la tecnologia blockchain alla filiera del pollo).

Come auspicato da Slow Food, si assiste piano piano alla trasformazione del consumatore (termine che evoca scarsa partecipazione e passività nei confronti della filiera alimentare) in co-produttore con un ribaltamento in attivo interesse in chi produce il cibo, al modo in cui ha luogo questo processo, nella qualità del cibo e nella consapevolezza di ciò che un’alimentazione più salutare, rispettosa e responsabile significa nel proprio territorio. Da evidenziare il desiderio di molta parte della popolazione di acquistare prodotti che, se non coltivati nelle strette vicinanze, quantomeno abbiano un’origine precisa e riconoscibile, possibilmente entro comunque i confini regionali. Attribuendo a questo aspetto garanzie di freschezza o minor uso di prodotti chimici o comunque meno inquinamento per i trasporti e supporto diretto all’economia locale. Si riequilibra così il divario fra coloro che producono e coloro che consumano il cibo perché il consumatore consapevole acquista prodotti di alta qualità alimentare, quelli cioè che garantiscono il giusto prezzo per i produttori e un minore impatto negativo sull’ambiente. Per dirsi equo il prezzo deve essere remunerativo per chi produce e nello stesso tempo sostenibile per chi acquista, mentre la logica di mercato attuale punta più che altro a un prezzo basso senza interessarsi alle esternalità negative generate.  L’acquisizione di una maggiore consapevolezza e conseguente fiducia da parte del consumatore lo rende meno sensibile al prezzo in sé e più interessato al valore del prodotto che acquista, inteso come trasparenza della costruzione del prezzo, equità distributiva, sostenibilità sociale e ambientale, il diritto e accesso ad alimenti sani.  Tutto ciò configura un nuovo approccio al cibo con, da una parte, nuove pratiche per la sua produzione e il suo consumo, dall’altra, una ridefinizione delle politiche agricole e alimentari tanto a livello locale quanto generale.

BLOCKCHAIN A SUPPORTO DI MARCHI E CERTIFICAZIONI

Come sottolinea Slow Food nel suo progetto “Presidi”, urge una piccola rivoluzione nel mondo della comunicazione sui prodotti alimentari. Serve, cioè, accanto alle indicazioni previste per legge, una contro-etichetta (quella che Slow Food definisce “etichetta narrante”) che fornisca informazioni precise sui produttori, sulle loro aziende, sulle varietà vegetali o le razze animali impiegate, sulle tecniche di coltivazione, allevamento e lavorazione, sul benessere animale, sui territori di provenienza. Tutte queste informazioni sono fornite dal produttore stesso (una sorta di autocertificazione), ma sono verificabili e controllabili da parte dei meccanismi di controllo e degli enti di certificazione. In questo senso blockchain costituisce un valido strumento per un’informazione trasparente e affidabile che dal produttore arrivi direttamente all’utente finale. 

Anche nell’ambito di catene di fornitura e reti distributive, in seguito a l’intensificarsi della richiesta di garanzie sulla qualità e la sicurezza alimentare da parte dei consumatori e delle autorità, si è assistito alla promozione da parte della Grande Distribuzione a livello internazionale di standard igienico-qualitativi, chiedendo l’applicazione ai propri fornitori. 

Attraverso questi schemi, è possibile monitorare e verificare le metodiche di lavorazione ed il rispetto di requisiti igienici lungo l’intera supply-chain, garantendo la sicurezza degli alimenti ed una pronta gestione del rischio, laddove si dovesse verificare un problema. Non solo i fornitori ma anche i produttori di materie prime e i trasportatori sono coinvolti oggi in questa sfida. L’azienda che vuole affacciarsi sul mercato internazionale non può prescindere dall’adozione di questi standard (es. ISO 22000, BRC, IFS). Anche in questo caso la blockchain rappresenta un potenziale ottimo strumento per garantire quella trasparenza, tracciabilità e coerenza che gli standard indicati richiedono. Un altro settore in cui la blockchain può giocare un ruolo strategico è nella difesa e valorizzazione del made in Italy. E’ proprio a esigenze di anticontraffazione, certificazione e controllo qualità a beneficio tanto dei produttori, come dei consumatori che può rispondere la natura stessa della tecnologia dei registri distribuiti.

Ed è in questo senso che si stanno muovendo da una parte l’interesse pubblico e istituzionale (vedasi il progetto pilota del Ministero dello Sviluppo Economico per promuovere il ricorso alla blockchain per la tutela del made in Italy), e dall’altra iniziative private quali la Wine blockchain EY che, attraverso la creazione di un registro pubblico e immodificabile direttamente collegato alla firma digitale del produttore, permette di mappare ogni singolo processo produttivo garantendo grazie a queste informazioni i valori di territorialità, autenticità e qualità del prodotto nella filiera vitivinicola.

NOTARIZZARE  L’ORIGINE DEL PRODOTTO

Vi sono motivi tecnico-pratici per cui il sistema sarà rivolto inizialmente specificatamente all’origine e alla tracciabilità del prodotto. 

Infatti se blockchain risponde al meglio alle necessità di fiducia e sicurezza, i due punti fondamentali a cui occorre prestare attenzione per mantenere questa caratteristica sono soprattutto due: 

  • Transazioni non cancellabili e sicure
  • Effettivo trasferimento di dati del mondo reale a quello digitale attraverso le transazioni.

Dal punto di vista specificatamente informatico, vi sono aspetti rilevanti sui quali vogliamo intraprendere le fasi iniziali del nostro progetto, anche in relazione alla necessaria semplicità delle operazioni iniziali. Infatti se la blockchain viene deputata alla trasmissione di un’informazione su un registro, tale informazione sarà composta da dati e logica.  La componente “logica” determina, con il livello della sua complessità, il numero di dati da trasmettere nel registro, di conseguenza, all’aumentare della complessità della logica, aumenta il numero di dati da trascrivere (e conseguentemente anche il numero di transazioni e la computazione sarà più lenta). Ne consegue una minore scalabilità ed una minore sicurezza a cui è necessario fare fronte diminuendo il livello di decentralizzazione. Per fare un esempio pratico: se il metodo blockchain viene adottato per certificare ad esempio un melone IGP, ciò implicherebbe che tutta o quasi l’intera mole di informazioni contenute nel disciplinare di produzione IGP debba essere trasferito sul registro blockchain (tra cui zona di produzione, metodo di ottenimento, caratteristiche pedoclimatiche e colturali, cultivar utilizzate ecc…). In una fase iniziale, quando sono presenti ancora pochi soci questo determinerebbe quindi una minore decentralizzazione per 2 motivi: da un lato per garantire la sicurezza delle transazioni sarebbe necessario centralizzare maggiormente il sistema per non esporlo a rischi, dall’altro la garanzia dell’effettiva trascrizione corretta dei dati dal mondo reale a quello digitale implicherebbe appunto un grande dispendio di trasferimento dati con conseguente aumento di costi, lentezza operazioni, minor sicurezza previo il venir meno della decentralizzazione.  Tuttavia, se volessimo garantire con blockchain l’origine geografica precisa da dove provengono determinati meloni (includendo una serie di dati aggiuntivi, data, orario conferimento ecc.), questo invece è sicuramente un obiettivo che non comporterebbe l’intasamento di dati di un intero disciplinare di produzione, soddisfando comunque le necessità di fiducia dei consumatori e agendo anche di supporto alla certificazione IGP nel caso del melone in questione, nella parte in cui viene richiesto di dare evidenza della zona di produzione. 

Per non compromettere la decentralizzazione della cooperativa, all’inizio la scalabilità potrà essere garantita solo per la garanzia di origine, tracciabilità, zona di produzione.  La logica è meno complessa di schemi di certificazione BIO, IGP, DOP, ecc., tuttavia il protocollo blockchain, pur non contenendo l’intera certificazione, può agire di forte supporto a questi marchi di garanzia prodotto, così come anche a certificazioni di sistema quali BRC-IFS, ISO 22000, GLOBALGAP.

TEAM

FABRIZIO FANTINI https://it.linkedin.com/in/fabriziofantini

  • Cofondatore, Formatore, Sviluppo Network, Direttore creativo IMPACTBLOCKCHAIN

Impegnato nel mondo blockchain e criptomonete fin dal 2008i, da oltre 10 anni svolge l’attività di Media Educator nelle scuole italiane. Sotenitorie della gamification è un maker e svolge l’attività di growth hacker e startupper per aziende Hitech nel settore della STAMPA 3D e la Media Education. Dalla carriera di regista nel 2015 devia le proprie competenze e conoscenze nello sviluppo del programma sperimentale neuroscientifico di ricerca dal titolo NEURORGANIZING. E’ un convinto sostenitore dell’economia circolare e della cultura della decentralizzazione

LUCA BERARDI http://www.makern.it/nb

  • Referente per Visite in Aziende + Gamificator + Responsabile flussi dei dati

Agronomo, laureato presso l’Ateneo di Bologna. Specializzato nell’analisi degli ecosistemi, si è poi ulteriormente evoluto professionalmente nell’ambito filiere e qualità prodotti agroalimentari. Esperienza anche nel settore Olio d’Oliva di cui è anche assaggiatore iscritto alla Camera di Commercio. Fondatore della società di commercializzazione prodotti agroalimentari LA SIGNORA DELLE ERBE 

ALESSANDRO POLVERELLI https://bitchainrimini.com

  • Referente informatico / amministrativo + Controlli sui flussi dati ed assistenza tecnica 

Referente del gruppo fondatore del primo ufficio di consulenza di criptovalute a Rimini. Si interessa di blockchain e in particolare di Bitcoin ed è un piccolo investitore in criptovalute. Ha cofondato il primo cryptoufficio in Romagna.

FABRIZIO BISOGNANI https://bitchainrimini.com

  • Referente commerciale / amministrativo + Marketing e gestione clienti

Co-fondatore del primo ufficio di consulenza di criptovalute a Rimini. Opera nel settore della finanza  blockchain DeFi. Ha cofondato il primo cryptoufficio in Romagna assieme ad Alessandro Polverelli

IL MERCATO OBIETTIVO 

Il mercato si presenta al momento in un momento di piena ricettività rispetto a tutti i tipi di proposte che coinvolgano il protocollo blockchain. I servizi già presenti sul mercato sono per la maggior parte o rivolti a realtà di grosse dimensioni o erogati da realtà centralizzate anche nel caso in cui offrano un servizio decentralizzato.   Noi invece vogliamo rivolgerci a piccoli produttori, aziende medio-piccole o consorzi. Inoltre la nostra proposta vuole coinvolgere anche eventualmente trasformatori.  Anche le reti ed i gruppi di acquisto sono realtà con cui potenzialmente potremmo interloquire.  Certi gruppi di acquisto molto strutturati presentano in particolare molte affinità con le nostra proposta di valore. Soprattutto come descritto in precedenza la peculiarità è quella della costruzione di questo servizio in forma cooperativa, tutto ciò  differenzia la proposta dalle altre.  Importante per noi anche la possibilità di partnership con Enti di Certificazione italiani e internazionali.

NO CONCORRENZA

Non c’è concorrenza in un ecosistema blockchain esistono diverse proposte messe in campo negli ultimi tempi da player molto qualificati appartenenti agli ambiti dell’IT, della GDO e del mondo delle certificazioni. Si tratta per la maggior parte di soggetti di livello planetario e sostenuti da grosse realtà multinazionali ma esistono anche alcune realtà emergenti, tra cui anche start-up italiane. 

Alcuni sistemi sono specifici solo per alcuni tipi di prodotto (vino), mentre altri invece offrono servizi trasversali. Le principali realtà su cui abbiamo svolto approfondimenti di mercato sono:

IBM Food Trust

Carrefour

VeChain / DNV-GL 

EY Italy

Agri OpenData

Foodchain

GenuineWay

Devoleum

Certified Origins

pOsti

genuineway

Trace4Coods

Transparency-one

Connecting-food

AGRI-CHAIN

Agrichain

Smartchain

SMARTCHAIN 

I MERCATI DI APPROVVIGIONAMENTO 

Il fornitore esterno principale a cui la cooperativa dovrà rivolgersi sarà comunque afferente all’ambito informatico in particolare per quanto riguarda il web-design. Infatti sebbene la grandissima parte delle piattaforme di appoggio al sistema siano open-source vi è tuttavia la necessità di richiedere in outsourcing ausilio ad un tecnico informatico specializzato in grafica per l’architettura di sito-web ed app per attraverso i quali registrare o leggere le transazioni.  Altra furniture di rilievo necessarie saranno nell’ambito logistico: l’affitto della sede per svolgimento attività (presumibilmente presso un co-working) ed il noleggio di un mezzo aziendale per gli spostamenti.  Infine, altro fornitore molto importante sarà il commercialista per consulenze legali, tecniche, prestazioni professionali riguardanti l’avvio dell’attività ed il suo mantenimento. Da segnalare che la restante parte di lavoro amministrativo sarà svolto internamente alla DAO

IL PROGRAMMA OFFERTO

Il “Valore Aggiunto Fiducia” da applicare al prodotto è la nostra proposta di valore/servizio offerto ai nostri soci/clienti. Anche il consumatore che acquista il prodotto è un fruitore indiretto di questo servizio che indirettamente anche paga in quanto acquistandolo riconosce il “Valore Aggiunto Fiducia” un quid monetario e ripaga il produttore della qualità offerta. Il produttore acquistando questi servizi  basati sull’algoritmo della fiducia” si garantisce dal canto suo un prezzo migliore ed un potenziale accorciamento della filiera anche attraverso una serie di possibili servizi di derivazione finanziaria sui beni agricoli attivabili grazie ai token della blockchain Ethereum. L’utente se entra in questo ecosistema può a sua volta usufruire dei benefici di socio ed in più ottenere rewards interagendo col produttore all’interno della rete. A seconda dei tipi di contratti e condizioni sottoscritti con i soci produttori per la fornitura del servizio, una % del miglior prezzo di mercato ottenuto grazie al “Valore Aggiunto Fiducia” diventa di fatto il prezzo del servizio che il produttore ricompensa la DAO potrà in fase avanzata anche venire stabilito con criteri specifici introdotti nel regolamento della DAO.

 IL PIANO DI COMUNICAZIONE E DISTRIBUZIONE

Il piano di comunicazione prevede varie attività soprattutto di networking con il programma di divulgazione tecnologica dal titolo #IMPACTBLOCKCHAIN, con la partecipazione a fiere, eventi di formazione online e networking virtuali dove diffondere la cultura di open innovation e gli sviluppi di questo ecosistema. Oltre a contatti in ambiti universitari la community di blockchain designer sarà allargata attraverso  meetup virtuali specifici orientati a creare reti di collaborazione per quanto riguarda l’innovazione dei protocolli di decentralizzazione e blockchain.  Il sito di presentazione sarà ovviamente diverso dal sito (o App) di servizio attraverso i quali funzioneranno gli smart-contracts.  Oltre a sito di rappresentazione vi saranno anche attività di networking online attraverso le maggiori piattaforme di networking come facebook, youtube, linkedin e twitter.  Inoltre sul fronte produttori entreremo in contatto con i consorzi, presidi, marchi di qualità, enti certificatori e altre realtà tipiche dell’Emilia-Romagna alle quali dopo un accurato studio di mercato andremo a proporre servizi e assistenza per gli iscritti alla DAO E’ prevista la partecipazione virtual conference e incubatori a partire da settembre 2020 e organizzazione di convegni e workshop, flashmob, hackathon valutando il valore delle tematiche legate all’evento.

Il nostro progetto imprenditoriale ha un fulcro principale: apportare innovazione nell’ecosistema dei digital farmer dell’Emilia-Romagna, di un importante valore aggiunto per le proprie materie prime agroalimentari di una filiera di prodotto digitalizzata e decentralizzata. Il valore “aggiunto” che consiste in una tracciabilità attraverso registri condivisi blockchain; una garanzia di origine e legame al territorio.  La proposta di valore che proponiamo è l’innovazione di programmi esponenziali legati al valore aggiunto fornito per la notarizzazione dei processi di lavorazione all’interno delle smart chain  Made in Italy. 

Seguire questo programma non fa bene solo a chi sta leggendo, ma anche al suo vicino.

Chiunque può copiarlo e riprodurlo ma solo Fanto, Bocch, Biso e il Coach e Karim realizzeranno fintech.DAO

LA CATENA DEL VALORE DLELA SUPPLY CHAIN 4.0 – TOKEN

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