" /> #GIULAMASCHERA - INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER
  • Sab. Set 19th, 2020

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#INNOVAZIONE #COCREAZIONE #OLARCHIE

«FUORI DELLA LEGGE E FUORI DI QUELLE PARTICOLARITÀ, LIETE O TRISTI CHE SIENO, PER CUI NOI SIAMO NOI, CARO SIGNOR PASCAL, NON È POSSIBILE VIVERE. MATTIA PASCAL: NON SONO AFFATTO RIENTRATO NÉ NELLA LEGGE, NÉ NELLE MIE PARTICOLARITÀ. MIA MOGLIE È MOGLIE DI POMINO, E IO NON SAPREI PROPRIO DIRE CH’IO MI SIA»

#LUIGI PIRANDELLO

Così si conclude Il Fu Mattia Pascal (1904), romanzo dell’altro secolo di Luigi Pirandello, specchio di un’epoca di crisi morale, psicologica, esistenziale che mette in luce i paradossi umani, polemizza e ironizza sul sistema delle convenzioni sociali entro cui l’individuo, allora come oggi, è costretto a vivere: oggi più attuale che mai: lettura consigliata.

Mattia Pascal, così come Vitangelo Moscarda di Uno nessuno e centomila nel 1926, ripeto nel 1926 [un secolo fa…] si perde nel triste e assurdo gioco delle maschere, assume identità diverse in situazioni diverse, vive vite parallele, per sperimentare sul finale l’amaro della sconfitta: l’impossibilità di comprendere fino in fondo e in maniera radicale se stesso e chi lo circonda.

Oggi, dopo averlo riletto per la terza volta durante questa quarantena, posso ammettere che Pirandello è l’autore che ogni ente formativo dovrebbe avere tra i libri di testo italiano per ricordare a chi studia ciò che sta accadendo all’uomo contemporaneo, spesso restio a mostrarsi per quello che è, difficilmente limpido e puro nelle relazioni con l’altro. Oggi come allora l’umanità si trova a vivere in un ambiente falsato dalle convenzioni e dai meccanismi corrotti di una comunità individualista impegnata a ideare stratagemmi macchinosi per ottenere risultati, avvalendosi di atteggiamenti fittizi che possono nascondere i veri interessi umani. L’onesto spesso arriva per ultimo, è letto come ‘lo sconfitto’ dato che fatica di più per giungere a destinazione; meglio allora indossare una maschera messa a punto per la situazione che possa rendere il percorso più agevole e meno accidentato! Nel giorno più nero dell’emergenza sanitaria [picco dei deceduti? n.d.r.] tutte e tutti dovremmo tornare a “scuola” in quel luogo dove si “apprende nel tempo libero”. Pirandello ci insegna che essere noi stessi implicherebbe accettare il peso del confronto, dibattere, affrontare conflitti e sperimentarne i danni, mettere in discussione le proprie idee con il pericolo che vengano demolite. Da ciò deriva che l’uomo trova più facile e meno rischioso occultare il proprio volto dietro molte maschere, per me sono filtri, vivere ai margini della mediocrità, senza abbracciare apertamente alcuna posizione o seguire coerentemente la propria missione. Chi non si mostra non ha il pericolo di perdere, dato che appare inattaccabile su ogni fronte. Chi non si mette in gioco non può stabilire autentici legami con l’altro, ma allo stesso tempo è in grado di adagiarsi sulle piume della quiete quotidiana. La crisi che investe oggi ogni cittadino del mondo contemporaneo è simile a quella crisi di identità dei personaggi dei romanzi di Pirandello: il loro essere dei ‘disadattati’, sempre alla ricerca di se stessi, imprigionati in forme e situazioni che non sentono proprie. La realtà attuale non sempre offre una visione più rosea: costretto e gettato in un mondo mutevole e dall’esponenziale velocità, l’uomo si trova a sottoporre sé e il prossimo a continue rivalutazioni, a mostrarsi diversamente nei vari contesti per poi chiedersi alla resa dei conti: “Chi sono io? Quale delle infinite figurazioni di me stesso? E gli altri come mi vedono?”

Proviamo a pensare alle circostanze che oggi ognuno di noi si trova a vivere nella propria quotidianità: dall’esperienza lavorativa “mascherata”, a quella con il/la partner alle pseudo-relazioni-virtuali con gli amici [sul web ci sono già inviti agli “aperitivi virtuali”: quale di quei filtri usiamo? E’ sempre la stessa stessa maschera oppure si scompone, si ‘frantuma’ in un’individualità diversa, in una, cento, mille maschere difronte ad ognuno di loro? Questa ‘fossilizzazione’ in entità differenti che in parte sono responsabili della morte dell’individuo. Prima del 23 fennraio 2020 mi hanno chiesto spesso di ostentare una dovuta formalità, di indossare le maschere per risaltare i pregi caratteriali, con il/la partner ci si sforza di mostrare il lato migliore e di mostrarsi sempre al top in ambienti di lavoro concentrati solo sulla prestazione e la competizione con annessa generazione di fenomeni come il mobbing. Viviamo in un’epoca rivoluzionaria: in cui le maschere sembravano un “must“ quasi necessarie per fronteggiare situazioni, in una realtà in cui l’estrema labilità delle relazioni non permetteva facilmente di acquisire la conoscenza di chi ci sta attorno e di contro nemmeno di noi stessi. Stiamo cambiando. Dobbiamo acquisire una mentalità più AGILE. Ci illudiamo di comprendere appieno chi è di fronte a noi, fino a quando un evento casuale fa crollare immancabilmente il castello di carte che avevamo creato: ritengo che la SARS-CoV-2 abbia trasformato l’idea delle maschere che avevamo prima della sua diffusione nel nostro mondo.

Non ci resta così che raccogliere quello che di buono c’è in noi per iniziare una nuova costruzione: la creazione di un Nuovo Mondo. Ma cosa rimane allora all’uomo se non può conoscersi e conoscere il mondo appieno? Quale via d’uscita gli si pone davanti in una realtà fatta di apparenze e finzioni? L’ammissione e l’accettazione dei cambiamenti in sé e negli altri, la consapevolezza che «una realtà non ci fu data e non c’è una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile», come direbbe Pirandello, e il tentativo di essere, per quanto possibile, più sinceri con il proprio io e con chi è difronte a noi. Insomma, è il momento di abbandonare le maschere e tentare di mostrare la nudità del nostro vero essere: saremo pronti tutte e tutti a cogliere questa opportunità. Noi di INTEROPERABILITY come – agenti del cambiamento del settore agrifood italiano – siamo pronti per agire, non ci capiterà un’altra occasione simile di farlo tutte e tutti all’unisono.

#GIULAMASCHERA #AGIAMO #INTEROPERABILITY #DATICHIARI #BLOCKCHAIN

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