IL SILENZIO ASSORDANTE DEL CIGNO NERO

Cercare il silenzio. Non per voltare le spalle al mondo, ma per osservarlo e capirlo. Perché il silenzio non è un vuoto inquietante ma l’ascolto dei suoni interiori che abbiamo sopito. «Il silenzio è una perla». Aftenposten

Consiglio letture al tempo del #CORONAVIRUS

In media, perdiamo la concentrazione ogni otto secondi: la distrazione è ormai uno stile di vita, l’intrattenimento perpetuo un’abitudine. E quando incontriamo il silenzio, lo viviamo come un’anomalia; invece di apprezzarlo, ci sentiamo a disagio.

Erling Kagge, al contrario, del silenzio ha fatto una scelta. Nei mesi trascorsi nell’Artide, al Polo Sud o in cima all’Everest, ha imparato a fare propri gli spazi e i ritmi della natura, e a immergersi in un silenzio interiore, oltre che esteriore: un immenso tesoro e una fonte di rigenerazione che tutti possediamo a cui è però difficile attingere, immersi come siamo dal frastuono della vita quotidiana. Ma che cos’è il silenzio?

Dove lo si trova? E perché oggi è piú importante che mai? Queste sono le tre domande che Kagge si pone, e trentatre sono le possibili risposte che offre. Trentatre riflessioni scaturite da esperienze, incontri e letture diverse, e tutte animate da un’unica certezza: che il silenzio sia la chiave per comprendere piú a fondo la vita.

Leggere in modo consapevole e verificare le fonti è il nostro compito al tempo del coronavirus: non fiondarsi su youtube o altre piattaforme di condivisione dei dati senza aver parlato con chi ti sta vicino e rotto quel silenzio emotivo che i social network ogni giorno generano.

Oggi siamo stati infettati da un virus, i nostri dispositivi digitali no.

#parliamotranoi #spegnilatv #accendiamoilcervello #CORONAVIRUS

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