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  • Ven. Set 18th, 2020

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INNOVABILITA [parte IV°]

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Un HUB internazionale per l’innovazione digitale

FIWARE iHubs mette a disposizione del proprio network competenze e tecnologie per la creazione di comunità che, a loro volta, consentiranno alle aziende digitali locali di prosperare non solo a livello regionale ma a livello globale. Supportano aziende, città e sviluppatori nel loro percorso di innovazione e digitalizzazione offrendo un facile accesso alle tecnologie Open Source, supporto allo sviluppo del business e costruzione di community anche online. . La principale sfida per le aziende, le città o i territori desiderosi di essere più competitivi nell’attuale economia digitale è la mancanza di risorse interne per accedere a tecnologie, strumenti e soluzioni dirompenti: far parte di un iHub FIWARE permette di trovare una via preferenziale non per l’acquisto di un servizio altamente tecnologico, ma ad una serie di processi e metodologie innovative sia nella forma che nei contenuti.

Per una cultura diffusa di un ecosistema aperto delle startup della nostra regione Emilia-Romagna può rappresentare una ponte verso un ecosistema olonico, ma con un respiro più internazionale. Il valore del sistema regionale italiano può così assumere una dimensione maggiore della somma delle singole parti sin dalla sua costituzione del primo HUB tecnologico regionale con un focus dedicato all’innovazione aperta nel settore agritech.

UNA SOCIETÀ CENTRATA SULL’UOMO

Quando parliamo di Society 5.0 facciamo riferimento al Giappone il primo Paese al mondo impegnato a realizzare una  società centrata sull’uomo in cui chiunque possa godere di un’alta qualità della vita piena di vigore dove venga riconosciuto un più elevato valore alla collaborazione tra uomo e macchina e vengano radicati nell’intera società i valori morali, etici ed economici della digitalizzazione. Intende realizzare ciò incorporando tecnologie avanzate in diversi settori e attività sociali e promuovendo l’innovazione per creare nuovo valore. Al giorno d’oggi, non solo le macchine, ma praticamente tutti gli oggetti sono dotati di sensori che producono informazioni sul loro stato o posizione. Questo significa che  ci sono più informazioni disponibili di quante ce ne fossero prima.

Questa quantità di dati, i cosiddetti BIG DATA, è sempre in aumento e diventa impossibile per gli esseri umani poterla elaborare e dare un senso a tutto. Ed è qui che entra in gioco l’Intelligenza Artificiale che prevediamo di includere in un secondo livello di sviluppo della piattaforma BISPTOK.IO

Cyber physical System: combinare l’informazione con il mondo reale

Possiamo combinare il Cyber Space (l’informazione) con il Physical Space (il “mondo reale”) per creare un Cyber Physical Systems (CPS), consentendo all’IA basata su BIG DATA e robot di eseguire o supportare il lavoro che gli umani hanno fatto finora. Questo libera gli esseri umani dal lavoro e dalle attività quotidiane ingombranti che risultano lunghe e noiose, attraverso la creazione di un nuovo valore: consente di fornire solo quei prodotti e servizi necessari alle persone che ne hanno bisogno nel momento in cui sono necessari, ottimizzando l’intero sistema sociale e organizzativo. Questa è una società centrata su ogni persona e non su un futuro controllato e monitorato da intelligenza artificiale e robot.

Il collegamento di un numero sempre maggiore di passaggi lungo la catena di approvvigionamento – dalle materie prime al prodotto finale – attraverso l’IT renderà l’automazione ancora più economica. Noi prevediamo che questi cambiamenti repentini in molti aspetti della nostra società e questo richiederà molti specialisti di IT, che dovranno gestire questi sistemi e lavorare con i BIG DATA. Questi nuovi sistemi sostituiranno sì molti lavori attuali, ma aiuteranno anche gli essere umani, che continueranno ad interagire con clienti umani.

Il Giappone è sempre stato un paese aperto alle nuove tecnologie e molti sviluppi della Società 5.0 saranno presto adottati e ciò rappresenta un’ottima opportunità di collaborazioni internazionali, perché questi sistemi saranno e devono essere inevitabilmente interconnessi a livello mondiale.

Lo sviluppo di una startup incubatrice come INNOVABILITA

Le buone idee provengono anche da fuori: il valore del Corporate VC

Investire per apprendere, per irrobustire il processo innovativo aperto tramite l’assorbimento di conoscenze tecnologiche che vengono da fuori. Sono prassi note nella cultura aziendale di imprese che in questi anni hanno sviluppato e implementato grazie alle sfide lanciate da hackaton internazionali e da piattaforme tecnologiche come github.com ma sono idee molto importanti da applicare anche a casa nostra. La grande e la media azienda deve vedere nella ricchezza di un ecosistema di spin-off accademiche e start-up innovative un asset fondamentale per garantire incisività alla propria strategia di innovazione.

Grazie a pratiche di strategic learning raggiungere una maggiore absorptive capacity da parte di tutto l’ecosistema olonico e in linea con il concetto di Learning Race, sviluppato da Gary Hamel, uno dei più noti studiosi di management. In una learning race la competizione e il vantaggio competitivo si basano sul trasferimento di know how tacito e critico che sono il risultato di alleanze e acquisizioni usate come rapido veicolo di apprendimento verso l’organizzazione. Hamel sottolinea che esattamente in analogia ad una gara, per partecipare e vincere in questo tipo di competizioni è necessario possedere forte motivazione e creare quelle condizioni che facilitano l’apprendimento.

l Corporate VC ha una funzione di ufficiale di collegamento rispetto alle attività della casa madre. Nel CVC l’azienda investita ricerca quel ponte verso una partnership che non è finanziaria ma è fondamentalmente industriale. La reputation, dunque, moneta sonante nel mondo dei venture, nel caso del CVC si fonda sulla  capacità di creare  sinergie tra investito e investitore, in un’ottica che va oltre l’alleanza, ma diventa una logica di appartenenza allo stesso gruppo, a quell’ecosistema olonico che ruota attorno a INNOVABILITA.

Riuscire a far crescere una startiup in Italia non è semplice, soprattutto se l’idea innovativa prevede l’adozione di nuovi processi e modelli organizzativi di produzione. Per questo motivo negli ultimi anni sono nate delle strutture che si occupano proprio di supportare ed accompagnare le startup nel primo periodo di vita e di crescita, fino a quando non sono in grado di camminare con le proprio gambe: i cosiddetti incubatori digitali. I business incubator possono essere di diverse tipologie e possono offrire diversi servizi, ma ciò che è costante è che fungono da una specie di mentor che aiuta gli startupper a commercializzare la propria idea.

Uno degli ostacoli maggiori che le startup come INNOVABILITA è proprio quello di trovare i fondi necessari per passare dallo sviluppo dell’idea alla produzione vera e propria di un modello di processo riproducibile e scalabile. È un passaggio molto importante perché ad ogni fase di vita della startup ci devono essere i fondi necessari per proseguire: a differenza di un’azienda consolidata, la relazione tra investimenti e attività da svolgere, o milestones da raggiungere, è essenziale. Con l’avvento del digitale e delle piattaforme online oggi, oltre alle figure storiche degli angel investors e dei venture capitalists nelle fasi iniziali di impresa, si aggiunge anche un’altra tipologia di raccolta di investimenti: il crowdfunding online.

Questa tipologia di raccolta fondi si è sviluppata e regolamentata negli ultimi anni e nell’era digitale del web 3.0 è vista come una reinterpretazione della raccolta fondi classica. Le piattaforme di crowdfunding che si occupano di concentrare su un portale online i progetti presentati dalle startup: il loro obiettivo è quello di facilitare l’incontro tra idee innovative e investitori in modo che la raccolta di capitale da parte degli startupper diventi più diretta e rapida.

LA DIGITAL TRANSFORMATION CI STA CAMBIANDO: MA CONTINUEREMO A LEGGERE PER SAPERE COME STAIMO CAMBIANDO:

CONTINUA PER SAPERE