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APPRENDIMENTO COOPERATIVO SMART E DECENTRALIZZATO BLOCKCHAIN

In questo infettato marzo 2020 sono state emanate “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” contenute nel DPCM 25 febbraio 2020.

Il provvedimento dispone che, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-10, vengano adottate ulteriori misure di prevenzione, quali, innanzitutto, la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, ad eccezione dello svolgimento dei predetti, nonché delle sedute di allenamento, all’interno degli impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli già indicati nell’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020.

Chiuse le università, sospesi gli eventi pubblici, rinviate le partite di Serie A: l’emergenza Coronavirus nel nord Italia paralizza la società, ma non il lavoro e la formazione, che laddove è possibile, prosegue da casa.

Sono molte le aziende che stanno ricorrendo alla pratica dello smart working. Come viene spiegato direttamente dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si tratta di “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Per noi organizzatori di #IMPACTBLOCKCHAIN la “formazione agile” – è sempre stata e in questo caso ancora di più – potrebbe rivelarsi la soluzione ad una situazione di emergenza per quanto ci riguarda, ma in realtà si tratta più di una strategia che noi in Italia, rimasti ancorati ad un modello di lavoro industriale e ad uno stile educativo obsoleto ci siamo rifiutati di accettare per troppo tempo.

L’impiegato o lo studente moderno ormai, nella maggior parte dei casi, non ha più a che fare con qualcosa di tangibile, le sue mani insomma si sporcano sempre meno; più che altro ciò che tratta sono dati e informazioni, niente insomma che non possa essere “maneggiato” in qualsiasi ambiente lui preferisca e con i tempi che più desidera. Lavorare o studiare a progetto, in modo cooperativo un concetto che sta portando enormi risultati laddove viene applicato.

Tempo, luogo e organizzazione sono rimasti vincoli legati alla produzione di beni materiali o di servizi che presuppongono la presenza (es. un negozio fisico a differenza di un negozio che opera via Internet) e le aziende dovranno mettere a punto col tempo e sperimentare modelli di riferimento, che ancora non ci sono, ed è per questo che la massima parte delle imprese usa il tempo come riferimento, anche per mestieri non seriali e ripetitivi: se vieni in ufficio e stai otto ore, allora vuol dire che hai lavorato, se stai a casa non hai fatto niente. Chiaro, facile, ma non veritiero: per noi sostenitori della cultura della decentralizzazione questo virus, per assurdo, sta velocizzando questo processo evolutivo.

La legge sullo smart working/e-learning darebbe chiari benefici fiscali a quelle aziende o istituti disposte a prendersi quello che potrebbero, erroneamente, considerare un rischio.

Il motivo sembra da ricercarsi in un approccio piuttosto cauto da parte delle aziende, ma anche dei lavoratori e educatori, che spesso vedono l’allontanamento dal posto di lavoro come anticamera del licenziamento oppure temono che il lavoro fuori dall’ufficio finisca per coinvolgere eccessivamente anche la propria vita privata.

Noi di #IMPACTBLOCKCHAIN siamo convinti che, una volta passata la paura del coronavirus resterà una lezione sull’organizzazione delle aziende e dell’apparato scolastico italiano. Smart working, lavoro agile ed e-learning: è sempre stato il mantra di noi visionari della decentralizzazione. Una virtù che diventa una scelta necessaria per tutelare il personale e continuare a cooperare e apprendere attraverso gli strumenti del web 3.0 e non bloccarsi davanti all’emergenza sanitaria.

I dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto riguardo anche alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

In questa fase di emergenza noi riteniamo che si possa cogliere l’opportunità di sperimentare un modello mai provato prima della creazione di un canale tematico collettivo “user generated” attraverso le piattaforme di condivisione di filmati più famosi come vimeo e youtube ma con un focus particolare su LBRY Desktop e lbry.tv.

LBRY.tv rappresenta una piattaforma che permette di visualizzare contenuti, caricare media digitali gratuitamente ad un prezzo fisso, dare una ricompensa ai creatori preferiti, inviare / ricevere crediti LBRY (LBC) e guadagnare crediti attraverso i premi LBRY. Le app e la versione web funzionano in aggiunta al protocollo LBRY, che è una rete di condivisione e pagamento decentralizzata peer to peer, protetta dalla tecnologia blockchain.

Questo esperimento di apprendimento cooperativo attraverso gli strumenti digitali del web 3.0 ci permetterebbe di agire in modo più agile e smart condividendo sia nella forma che nei contenuti la nostra idea di decentralizzazione e di utilizzo pratico e funzionale dei registri distribuiti.

Chi fosse interessato a partecipare può inviare a questo indirizzo la propria manifestazione di interesse per scoprire assieme come contribuire alla produzione dei contenuti di questo canale che potrebbe diventare il nuovo BLOCKCHAINVIRUS:

info@impactblockchain.tv

https://open.lbry.com/@BLOCKCHAIN.TV

Grazie

#IMPACTBLOCKCHAIN #BLOCKCHAINTV #LBRY

STAFF