QUESTO PAESE HA BISOGNO DI RECUPERARE “BUONA POLITICA” – Teresa Bellanova [2020]

Non è una nostra frase, è una dichiarazione del Ministro dell’Agricoltura del Parlamento Italiano 2020 Teresa Bellanova 

«O lavoravi nei campi o imparavi a cucire, se non avevi la fortuna di poter andare a scuola». Lei a scuola ci è andata fino alla terza media, poi ha iniziato a lavorare, dopo aver sempre frequentato la sezione locale del Pci assieme a suo padre, comunista.

Nei campi c’era chi soccombeva e chi combatteva: «Io, all’epoca, ho avuto la fortuna di combattere. Provammo a dare alle donne la possibilità di lavorare nei campi in modo più dignitoso, specie con la gestione del trasporto. Facemmo l’esperienza dell’autogestione. E facemmo saltare i nervi ai caporali perché capivano che potevano essere superflui. All’epoca la violenza fu tremenda», ha raccontato tempo fa.

Bellanova ha spesso rivendicato il suo passato: nello scorso mese di aprile, rispondendo a una affermazione di Luigi Di Maio (oggi suo “collega” nel governo giallorosso) aveva scritto virtulmnete sul profilo Twitter: «Ho fatto la bracciante. Ho lavorato per una vita accanto ai lavoratori più umili battendomi x i diritti delle persone. Da #DiMaio non me la faccio attaccare l’etichetta “gente da salotto”. Provasse lui a dimostrare competenza invece di offendere. Per una volta provasse a lavorare».

Lavoro è una parola a cui tiene tantissimo. L’ha usata in molti suoi interventi pubblici e nella sua biografia di Twitter si legge: «La mia bibbia è l’Art.1 della Costituzione».

E’ lo stesso Ministro dell’agricoltura che nel corso del convegno a Foggia su AGRIFOOD BLOCKCHAIN E TRACCIABILITA’ ha dichiarato che per l’Italia e i suoi imprenditori  agricoli “La blockchain rappresenta un’opportunità importante per il settore agroalimentare”

“Non a caso nella Legge di Bilancio è citata solo in relazione all’agricoltura e all’agroalimentare. Un segnale importante, come lo è il fatto che anche il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), stia lavorando su questo strumento, sul versante della ricerca delle soluzioni adatte alle colture e ai prodotti tipici del made in Italy”. 

In realtà, anche il Ministero per lo Sviluppo Economico italiano è al lavoro e anzi ha già presentato un progetto blockchain per la tutela del made in Italy nel settore tessile. L’intenzione della ministro Bellanova è quella di far collaborare i due Ministeri:

“Vogliamo lavorare insieme al Ministero dello Sviluppo Economico per sperimentare le potenzialità della Blockchain per assicurare tracciabilità delle nostre produzioni, avvicinare consumatori a produttori rendendo trasparente ogni passaggio”.

Nel suo intervento l’esponente del governo italiano ha delineato gli obiettivi dell’uso della blockchain nella filiera agroalimentare:

“La blockchain è uno strumento importante e, nel contesto più ampio dell’innovazione in agricoltura, va utilizzato al meglio per raggiungere i veri obiettivi che sono la valorizzazione del reddito degli agricoltori, la massima informazione dei cittadini, la sostenibilità economica, sociale, ambientale”.

La blockchain potrebbe essere una risposta importante per tutti quei cittadini e consumatori che chiedono maggiore sicurezza alimentare, tracciabilità, trasparenza e in definitiva una maggiore chiarezza sulla provenienza del cibo che finisce in tavola. In questo contesto la tecnologia blockchain può diventare un importante alleato, volto a tutelare i consumatori e i prodotti italiani. 

Nel corso del convegno è stato ribadito proprio questo: la sicurezza alimentare è un diritto dei consumatori. Pertanto per garantirla sembra evidente che il governo italiano si affiderà alla blockchain con l’obiettivo di andare verso quella che è stata definita “Agricoltura 4.0” e cioè un sistema fatto di ricerca, innovazione, informazione trasparente, sicurezza alimentare e sostenibilità. 

Noi di ROMAGNACHAIN non amiamo gli annunci ci basiamo sui dati e il fascicolo completo sulla situazione comparto agricolo italiano 2018 ha designato un panorama agritech italiano a dir poco “arretrato” e da allora in un anno non è cambiato molto. Il Piano nazionale prevenzione agricoltura e silvicoltura non ha ottenuto gli obiettivi sperati.

Nel settore agro forestale, a fronte di una sempre più marcata innovazione tecnologica delle caratteristiche operative e dell’incremento della meccanizzazione, si assiste a un non corrispondente sviluppo dei livelli di sicurezza applicati alle macchine. La situazione è rappresentata dagli indici di pericolosità che risultano molto elevati, ponendo il settore fra quelli a maggior rischio di infortuni e malattie professionali.

In questo 2020 siamo convinti che le applicazioni e POC su protocollo blockchain integrati con l’automazione, intelligenza artificiale e agricoltura di precisione potranno migliorare le condizioni di lavoro e lo sviluppo di un comparto agricolo italiano molto arretrato rispetto ai paesi della Comunità Europea.

#MADEINTALY #BLOCKCHAIN #AGRICOLTURA #MINISTERO

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