• Ven. Gen 28th, 2022

METAECONOMIA: dal romanzo SNOW CRASH ai mondi virtuali di oggi

A 30 anni dalla pubblicazione di Stephenson, il quale originariamente aveva pianificato Snow Crash come una graphic novel informatizzata in collaborazione con l’artista Tony Shredder: nei ringraziamenti nel libro l’autore Stephenson ricorda: “è diventato chiaro che l’unico modo per fare in modo che il Mac facesse le cose di cui avevamo bisogno era scrivere un sacco di software di elaborazione delle immagini personalizzato. Probabilmente ho passato più ore a programmare durante la produzione di questo lavoro di quanto non l’abbia fatto effettivamente scrivendolo, anche se alla fine si è allontanato dal concept grafico originale…” 

Snow Crash è un romanzo di fantascienza dello scrittore americano Neal Stephenson, pubblicato nel 1992 e scopre tematiche attuali di storia, linguistica, antropologia, archeologia, religione, informatica, politica, crittografia, memetica e filosofia: un libro di testo fondamentale per decifrare la complessità del nostro metaverso, funzionale per una comunità educante competente italiana. 

META non è un termine coniato dallo smanettone del libro delle facce più furbo di Bill Gates, ma è stato associato al mondo cyberpunk da uno scrittore degli anni ‘90: per Stephenson il  metaverso è l’evoluzione di Internet, la visione di Stephenson è quella di Internet basato sulla realtà virtuale, simile ad un gioco online multiplayer di massa (MMO), il Metaverse è popolato da avatar gestiti dall’utente. Lo status nel Metaverse è una funzione biunivoca che include l’accesso ad ambienti ristretti come il Black Sun, un club esclusivo del Metaverse, e l’acume tecnico, che è spesso dimostrato dalla raffinatezza e la cura del proprio avatar. Il Metaverso sarà presto uno spazio virtuale condiviso collettivo, creato dalla convergenza di realtà fisica virtualmente migliorata e spazio virtuale fisicamente persistente, inclusa la somma di tutti i mondi virtuali, la realtà aumentata e Internet del web 3.0 La parola metaverso combina il prefisso ” meta” (che significa “oltre” a quello di Zuckerberg…) con “universo” descrive il concetto di una interazione futura di Internet composta da spazi virtuali 3D persistenti, condivisi, collegati in un virtuale percepito universo. 

Il Metaverso descritto da Stephenson  appare a noi lettori come un ambiente urbano sviluppato lungo un’unica strada larga cento metri, la Strada, che percorre l’intera 65536 km senza caratteristiche, nero di un  pianeta perfettamente sferico. L’ambiente virtuale è di proprietà del Global Multimedia Protocol Group [non di FACEBOOK]  una parte fittizia della Real Association for Computing Machinery, ed è disponibile per l’acquisto di altri immobili. L’accesso al metaverso avviene attraverso la rete televisiva via cavo di L. Bob Rife, che si è espansa fino a diventare un monopolio globale dell’informazione che sostituisce il sistema telefonico.

Gli utenti del Metaverse possono accedervi tramite terminali personali che proiettano un display di realtà virtuale di alta qualità sugli occhiali indossati dall’utente o da terminali pubblici di bassa qualità nelle cabine. Stephenson descrive anche una sottocultura di persone che scelgono di rimanere continuamente connesse al Metaverso indossando terminali portatili, occhiali

e altre attrezzature – quelli che oggi i maggiori e-commerce hi tech definiscono ”WEARABLE” ; sono soprannominati “gargoyle” per il loro aspetto grottesco.All’interno del Metaverso, i singoli utenti appaiono come avatar di qualsiasi forma, con la sola limitazione dell’altezza, “per impedire alle persone di camminare per un miglio di altezza”. Il trasporto all’interno del Metaverso è limitato come nella realtà a piedi o con veicoli come la monorotaia che percorre l’intera lunghezza della Strada, fermandosi a 256 Express Ports, situati uniformemente a intervalli di 256 km, e Local Ports, a un chilometro di distanza.

Abbiamo immaginato per molti anni come poteva essere quel mondo che oggi Zuckenberg ha presentato ai nativi digitali come “META” :anche lui o i suoi consulenti avranno letto  il libro profetico di Stephenson: ciò che Zuckenberg non ha ancora considerato è il potere dell’open source e del web 3.0: quello che oggi  ha dato vita allo sviluppo di mondi sotterranei e “crittografati” che hanno dato luce  a verità nascoste come i 15mila dossier pubblicati da WIKILEAKS e lo scandalo Cambridge Analytica che ha costretto il colosso social a pagare 5 milioni di dollari, la più alta sanzione di sempre comminata a una società hi-tech. In Italia ha pagato una multa di un milione di euro.

Secondo noi il metaverso determinerà la fine di facebook e la nascita di mondi virtuali paralleli basati su transazioni e scambi

di dati più sicuri e crittografati, come quelli che scambiamo da anni nel mondo della crypto economia. 

Presto vedremo convergere questo modello di business in quella che definiamo METAECONOMIA. 

Fabrizio Fantini

Innovatore olonico per la creazione di imprese intelligenti abilitante un ecosistema biolonico