Nell’era dell’Open Banking le banche diventano piattaforme online

L’open banking è una rivoluzione che investe non solo le banche, ma tutti gli attori coinvolti nel mercato con nuovi modelli di collaborazione, nuovi modelli di produzione, nuove linee di servizio e inevitabili modalità di pagamento online fino a qualche mese fa impensabili.

La PSD2, regolamentazione di carattere europeo, è solo la punta dell’iceberg: il vero cambiamento è il cambiamento di un mercato fintech. Un mercato in cui i clienti finali pretendono punti di ingaggio adeguati ad un mondo mobile first (e sempre più mobile only); un contesto in cui la tecnologia non è una forza a sé stante, ma diventa blocco fondamentale di ogni soluzione, e che perciò vede lo spazio competitivo affollarsi di attori tradizionali e sempre più nuovi.

L’Open Banking è l’effettiva espressione di un approccio proattivo e non meramente passivo al cambiamento di un istituo bancario che è sempre più simile ad una multi piattaforam inegrata. La PSD2 ha permesso di trasformare questo mondo da troppo tempo statico e un mondo in cui il servizio finanziario diventa ingranaggio specialistico in operazioni più ampie, siamo noi innovatori di un ecosistema economico che riparte anche da un’idea diversa del “deanro”_ da fisico a digitale. Dobbiamo rivedere il concetto di soluzione e ridisegnare la catena del valore dove l’aspetto bancario e finanziario diventa l’ingranaggio di un motore più ampio, completo, e adeguato alle esigenze specializzate di filiere di prodotto di una nuova economia, una “fintech economy”.

Sul mercato ci sono già banche – non banche: per esempio la fintec PENTA, fondata nel 2017 a Berlino, ha aperto una filiale a Milano sper creare un ecosistema in partnership con Solaris Bank, a offrire conti, carte e prestiti alle Pmi italiane. Una piattaforma tecnologica di banking digitale che offre servizi integrati a Pmi e start up, siano esse società di capitali e di persone

Grazie alla partnership con l’istituto finanziario regolamentato, la Solaris Bank”, la fintech utilizza la licenza bancaria, valida in tutta l’Ue.

Penta propone due piani: uno gratuito, che comprende il conto e una carta di credito, il secondo dal costo di 19 euro al mese, che include invece cinque card aziendali.

All’interno delle proposte, ci sono vari servizi: bancari, abbiamo detto, ma anche di altro tipo, offerti grazie a un network di collaboratori in logica open. Quattro, in particolare, le aree in cui si divide l’offerta.

In primo luogo, le transazioni elettroniche: oltre alle carte Mastercard, anche l’invio e la ricezione di bonifici in 35 valute differenti e il Pos digitale.

Poi, la gestione aziendale, per stabilire i limiti di spesa personalizzabili per ogni carta aziendale, caricare e allegare gli scontrini a ogni transazione mediante una fotografia, oppure digitalizzare la contabilità sfruttando l’integrazione con il tool di fatturazione.

In terzo luogo la finanza digitale, cioè la possibilità di chiedere finanziamenti istantanei per spese con carta di debito o prestiti da remoto (grazie alla collaborazione con Credimi, società specializzata nel credito on line alle imprese) e l’opportunità ricevere interessi attivi.

Infine, le partnership: qui la parola chiave “ecosistema”, la rete di collaborazioni che è al centro dell’open banking. E che ora può esistere grazie ad alcuni “facilitatori”: sia tecnologici (sviluppo delle Api, boom delle fintech, connessione dei dispositivi), sia regolamentari – primi tra tutti, la Psd2 e l’open banking standard. Tra i partner, oltre a Solaris e Credimi , anche Aws, Bizaway, Debitoor. Lexdo e Stripe.

Uno degli obiettivi di queste nuove realtà è la creazione di una community fintech

La fintech parte con 11 milioni di clienti in Germania: “due terzi hanno scelto l’offerta gratuita, i rimanenti quella a pagamento”, spiega Concas; tuttavia, il 5% dei correntisti che hanno iniziato con il piano base dopo due mesi passa alla premium

Sta di fatto che le Pmi, target di Penta, comprendono certo società tecnologiche, ma anche aziende tradizionali, che riguardo al digitale sono piuttosto conservatrici, grazie, per esempio, alla fatturazione elettronica”, tramite la rete fintech, si è data l’’obiettivo di permettere non solo la gestione delle operazioni bancarie o finanziarie, ma anche di quelle fiscali.

Creare una community e cercare di personalizzare i prodotti per gli imprenditori, secondo quello che loro ci suggeriscono. E questo mediante incontri mensili con i clienti: Società come Qonto ma anche le banche tradizionali. La differenza con queste è che l’onboardingè completamente digitale.

Oggi Penta rappresenta una startup tedesca che invade il nostro territorio per gestire online [nei loro cloud tedeschi] milioni di dati fiscali e finanziari italiani [e non solo]: noi riteniamo che anche gli Istitui bancari italiani possano aprire gli occhi e introdurre modalità di “open banking” partendo per esempio da un settore specifico come quello dell’agrifood.

Noi siamo pronti per AGRIFINTECH: non saremo gli unici a considerare oggi l’”open bancking” una vera opportunità finanziaria ed economica in una fase di completa “digital transformation” dell’ecosistema bancario.

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