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  • Dom. Set 20th, 2020

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Gruppo di lavoro per la creazione del primo centro di interoperabilità tra architetture blockchain per lo sviluppo di dApp e applicazioni tecnologiche decentralizzate: italian data center blockchain.

SOSTENITORI DELLA CULTURA DEFI E DELLA DECENTRALIZZAZIONE ATTRAVERSO UN NUOVO SYSTEM BLOCKCHAIN INTEGRATION

UNO DEI TANTI progetti che stanno lavorando su architetture di relè che consentono l’interoperabilità bidirezionale tra catene, attraverso un hub centrale chiamato catena di relè. Le catene di relè sono blockchain distinti che funzionano come client leggeri per blockchain “membri” collegati. 

Le catene di membri possono sfruttare le informazioni su altre catene inviando messaggi attraverso la catena di inoltro, che traccia parte dello stato di tutte le catene connesse e può avere un certo controllo sulle risorse di tali catene. Ad esempio, una catena di membri potrebbe fornire ai validatori della catena di inoltri il controllo su un indirizzo multisig che blocca determinate risorse e tali risorse potrebbero quindi essere rappresentate sinteticamente su un’altra catena di membri. Ciò consentirebbe a qualsiasi catena membro di eseguire transazioni sulla propria macchina a stati utilizzando le versioni sintetiche degli asset di diversi registri di casa.

Le architetture di catene di relè funzionano meglio con catene che presentano determinate caratteristiche, tra cui capacità multisig flessibile e finalità di consenso rapido, e come tali stanno creando toolkit di sviluppo software che rendono facile per gli sviluppatori creare questi tipi di blockchain.

Gli sforzi più importanti in questo settore sono Cosmos e Polkadot , che offrono rispettivamente Cosmos SDK e Substrate SDK. Questi SDK gestiscono il networking di base e la logica del consenso, consentendo agli sviluppatori di concentrarsi sull’implementazione della logica aziendale piuttosto che impantanarsi dalle complicazioni della costruzione di una blockchain. Le blockchain risultanti sono facilmente compatibili con tutte le altre blockchain costruite utilizzando lo stesso SDK, che alla fine può creare un ambiente in cui molte catene con diversa logica di transizione di stato sono interoperabili tra loro.

Le maggiori differenze tra Polkadot e Cosmos risiedono nelle responsabilità delle loro catene di relè e nell’ambiente compositivo che offrono agli sviluppatori. Polkadot ha una catena di inoltro più complessa in cui i validatori sono responsabili della validità e della disponibilità dei blocchi di catena dei membri. Poiché la rete nel suo insieme può essere vista come una macchina a stati unificata, consente API complete da blockchain a blockchain e fornisce a ogni catena di membri un livello di sicurezza condivisa. Ciò semplifica anche i processi di aggiornamento.

Cosmos, d’altra parte, ha una catena di inoltro più semplice in cui i validatori non sono responsabili della validità o della disponibilità dei blocchi della catena di membri, lasciando la sicurezza alle catene di membri stesse e fornendo interoperabilità tra di loro su base ad hoc. La catena di inoltro di Cosmos supporta l’invio di oggetti che trasportano prove tra catene piuttosto che chiamate arbitrarie da funzione blockchain a blockchain. Ciò significa che inizialmente sarà limitato agli scambi di valore cross-chain, ma in seguito potrà estenderne la funzionalità per eseguire operazioni cross-chain più complesse. Limitando le responsabilità della sua catena di relè, tuttavia, Cosmos offre una maggiore flessibilità per gli sviluppatori nella progettazione delle loro macchine a stati.

Il rovescio della medaglia dell’architettura a relè è che è molto difficile connettere blockchain esistenti che non hanno le caratteristiche desiderate, inclusi Bitcoin ed Ethereum. Cosmos e Polkadot utilizzano entrambe le varianti di algoritmi di consenso (PROTOP) e la pratica pratica di tolleranza bizantina ai guasti bizantini (PBFT), che limitano il numero di nodi che partecipano attivamente al consenso in cambio di una maggiore produttività e finalità di consenso rapido. Questi sono meccanismi sperimentali e dovranno essere accuratamente testati in natura prima di poter essere sicuri della loro capacità di fornire una sicurezza sufficiente. Alla luce di ciò, Cosmos e Polkadot presentano nuovi paradigmi potenzialmente vantaggiosi per la costruzione di reti blockchain piuttosto che soluzioni mirate alle blockchain esistenti.

SDN E BLOCKCHAIN

SDN sta per Software defined networking e presuppone tecnologie che permettono un approccio alle architetture di rete che sfruttano il cloud computing; esse sono state pensate per facilitare la configurazione, l’amministrazione e il controllo delle reti stesse. Le architetture così realizzate sono intelligenti, dinamiche, gestibili, efficienti e flessibili. Questo accade perché, nel paradigma SDN le funzioni di control plane (l’instradamento dei pacchetti lungo la rete) è responsabilità del software, invece che dei dispositivi di rete. È dunque il software a occuparsi dei percorsi dei diversi pacchetti in base per esempio alla loro destinazione, alla topologia del network e a varie informazioni in suo possesso (a partire dalle priorità).

INFRASTRUTTURE INTEROPERABILI

La realtà è che le infrastrutture di rete attuali stentano a soddisfare i requisiti dei moderni business digitali. E Forrester citava i seguenti esempi: da Google, a United Airlines, a Southwest Airlines, ad altre società costrette a interrompere i propri servizi e attività di business a causa di malfunzionamenti dei router. Per rispondere a queste sfide, il mercato ha dispiegato una varietà di soluzioni per sopperire alle lacune manifestate dalle reti attuali, in termini di flessibilità, programmabilità, automazione e capacità di servire diversi utenti (multitenancy). Soluzioni che spaziano da SDN a NFV (network functions virtualization), alla concatenazione di servizi di rete (service chaining), alle tecnologie fabric. Tuttavia, fra queste, l’architettura SDN mantiene una posizione preminente fra gli interrogativi degli addetti ai lavori nel networking.

I pro e i contro della tecnologia Software defined networking

I benefici riconducibili al paradigma SDN riguardano: diminuzione delle spese operative; flessibilità e personalizzazione della configurazione; provisioning più veloce delle risorse di rete; incremento dell’utilizzo delle reti stesse; maggiore sicurezza.
D’altra parte, passare a questa tecnologia significa sostituire tutte le componenti precedentemente installate in azienda e rivedere completamente l’impostazione della rete con i vari costi che queste operazioni comportano.

Questo centro nasce per diffondere questa conoscenza

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