" /> Satoshi Nakamoto compie 11 anni - INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER
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#INNOVAZIONE #COCREAZIONE #OLARCHIE

Quest’oggi, 31 ottobre 2019, segna l’undicesimo anno dalla pubblicazione del celebre white papaer di Bitcoin da parte del gruppo di ricercatori informatici conosciuto con il nome di Satoshi Nakamoto.

Le teorie sulla vera identità di Satoshi Nakamoto sono numerose. Nessuno sa se sia un “lui”, una “lei” oppure se si tratti di più persone. In giapponese “satoshi” significa “un pensiero chiaro, veloce e saggio”. “Naka” può significare “medium”, “dentro” o “relazione”. “Moto” può significare “origine” o “fondamento”. Ma non è certo se questi significati siano utili a ricondurre alla persona o al gruppo di persone che ha inventato il sistema Bitcoin.

Inizialmente si pensava che fosse Michael Clear, laureato in crittografia al Trinity Collegema questi ha negato di esserlo. Altri sospettavano di Vili Lehdonvirta, ex sviluppatore di giochi finlandese (ma anche sociologo ed economista), ma anch’egli ha smentito qualsiasi legame con Satoshi.

Adam Penenberg, un professore della New York University, sostiene che dietro il personaggio misterioso ci sarebbero tre persone: Neal King, Vladimir Oksman, Charles Bry. La tesi di Penenberg si basa su una ricerca effettuata su Google di alcune frasi particolari del protocollo bitcoin che riconducono ad una richiesta di brevetto per l’aggiornamento e la distribuzione delle chiavi di crittografia. Il brevetto era stato richiesto proprio da King, Oksman e Bry, i quali hanno negato di avere a che fare con il bitcoin.

Nick Szabo, informatico ed esperto di crittografia, è stato sospettato di essere Satoshi a lungo insieme al collaboratore Laszlo Hanyecz. Entrambi hanno sempre negato con fermezza.

Altri pensano che sia Martii Malmi, uno sviluppatore finlandese, il quale si occupò del Bitcoin sin dagli inizi realizzando anche l’interfaccia utente del sistema. Girano voci anche sul creatore di MtGox, Jed McCaleb, uno statunitense amante della cultura giapponese e residente in Giappone. Altre teorie invece portano a Donal O’Mahony e a Michael Peirce, i quali scrissero un elaborato sui pagamenti digitali nelle piattaforme e-commerce.

Nel 2017, dopo una soffiata di un dipendente di SpaceX, è comparsa l’idea su web che dietro allo pseudonimo si nascondesse Elon Musk, teoria poi smentita dallo stesso imprenditore sul suo account Twitter.

Un documento rivoluzionario per la finanza

Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” — pubblicato il 31 ottobre 2008 — definiva un protocollo peer-to-peer, decentralizzato e a prova di manomissione, capace di tracciare e verificare transazioni digitali, prevenire casi di double-spending e generare un registro trasparente dei movimenti di denaro, ispezionabile in tempo reale da chiunque.

Il documento delineava un sistema crittograficamente sicuro, basato su un algoritmo Proof-of-Work, nel quali i Bitcoin – BTC – vengono verificati da nodi all’interno di un network decentralizzato in cambio di ricompense. In questo modo sarebbe stato possibile eliminare completamente la necessità di intermediari, come banche o istituzioni finanziarie, per agevolare e verificare le transazioni.

Un apprezzamento del prezzo pari al 304.033.233%

Undici anni dopo l’hash rate del network di Bitcoin, vale a dire la misura della potenza di calcolo complessiva necessaria per confermare le transazioni sulla blockchain, continua ad infrangere nuovi record. Questo mese una ricerca ha inoltre svelato che, dalla creazione in data 3 gennaio 2009 del primissimo blocco sulla blockchain di Bitcoin — conosciuto con il nome di blocco genesi — i miner hanno generato un profitto complessivo di quasi 13 miliardi di euro. Tale cifra comprende sia le block reward — vale a dire i Bitcoin generati automaticamente dal network per premiare gli utenti che confermano i blocchi del network — che le commissioni per le transazioni

Il primo prezzo Bitcoin registrato risale al 17 marzo 2010, sull’ormai defunta piattaforma di trading Bitcoinmarket.com: al tempo il valore di un BTC era di appena 0,003$. A oggi Bitcoin viene scambiato per circa € 8,000 questo significa che, dalla sua nascita ad oggi, il prezzo della criptovaluta è aumentato di un incredibile 304.033.233%!

Ad agosto di quest’anno, è stata minato l’85% dell’offerta monetaria complessiva di Bitcoin: questo significa che nei prossimi 120 anni sarà possibile generare soltanto 3,15 milioni di nuove monete.

Noi siamo convinti che non sarà solo un documento rivoluzionario per la finanza, ma sarà un modello che sarà applicato anche in altri settori produttivi ed economici mondiali.

Per questo motivo noi di ROMAGNACHAIN chiediamo a gran voce che il governo italiano provveda al più presto a regolamentare questo ecosistema non solo gli smart contracts ma certificare i centri di validazione perché tra i blocchi della catena avvengono transazioni e scambi di dati, a due condizioni però: perché la transazione abbia successo deve essere verificata e approvata da tutti i nodi della rete; in secondo luogo, lo storico di tutte le informazioni di una transazione vengono salvate e conservate su ogni singolo blocco della catena. Questo permette di conservare informazioni in modo innovativo e senza “manomissioni”, rendendo inoltre necessaria la creazione di un nuovo blocco per ogni aggiornamento e senza perdere lo storico per ciascuna sovrascrittura.

Centinaia di calcolatori indipendenti sparsi in tutto il mondo funzionano anche da “validatori”, facendo sì che le informazioni scritte in blockchain risultino incancellabili e immodificabili, e dando la massima garanzia di veridicità di ogni dato.

Noi siamo pronti a validare.

https://en.bitcoinwiki.org/index.php?curid=281373

Fabrizio Fantini

Innovatore olonico per la creazione di imprese intelligenti abilitante un ecosistema biolonico

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