• Dom. Apr 18th, 2021

SICILIA: ISOLA DELLE STARTUP e NOI?

Dic 7, 2020 ,

Siamo determinati senza codici e non avendo istinti dobbiamo concederci risposte rigide agli stimoli di una nuova umanità

SPINTA GENERA METE INDETERMINATE

SIAMO IN UNO STATO DISARMONICO CON LA NATURA E DOBBIAMO STABILIRE NUOVE REGOLE, NUOVI MITI PER UNA SOCIETA’ 5.0

QUAL E’ LA NOSTRA METASTORIA PER NON PERDERCI IN UNA INFOSFERA PILOTATA DAI DATI?

CON LA TECNICA O LA TECNOLOGIA?

In un periodo storico di accelerazione incredibile della tecnologia decentralizzata caratterizzato dal cambiamento più grande nel mondo blockchain è l’introduzione di un sistema di consenso Proof-of-Stake per la piattaforma ETHEREUM 2.0 : fino a questo momento il network si è basato puramente su un consenso Proof-of-Work, proprio come Bitcoin. Il lancio del 1° dicembre 2020 sarà l’inizio di una nuova epoca di sperimentazione: l’evento è stato accolto con favore soprattutto dalla comunità della finanza decentralizzata. L’esplosione della DeFi durante il 2020 ha causato un enorme aumento del traffico e delle commissioni in gas sul network di Ethereum. La PoS si propone di fornire un metodo più efficiente dal punto di vista energetico per proteggere il network, richiedendo ai validatori di bloccare Ether (ETH) in un contratto di staking invece di risolvere enigmi crittografici adoperando un’enorme potenza di calcolo. La transizione verso la PoS apre la strada all’implementazione di futuri aggiornamenti pianificati, come lo sharding per migliorare la scalabilità. Noi di INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER abbiamo già previsto una interoperabilità tra le multipiattaforme che poresto dimenticheranno.

In questa rivoluzione industriale anche facebook vuole aggiornare la sua travagliata storia: d’ora in poi si chiamerà Diem invece di Libra. Facebook cambia marchio, per sottolineare l’indipendenza e la trasparenza di un programma che non nasce sotto i miglior iasupici e per noi decreterà la fine di una egemonia dei dati senza controllo: la decentralizzazione non permetterà ad un unico ente di usare una stable coin per un mercato di info-prodotti senza valore. La nuova criptovaluta di Facebook potrebbe fare il suo debutto a gennaio, ma solo se avrà ottenuto tutte le approvazioni necessarie, ossia una sola versione di Diem ancorata al dollaro, con un rapporto di uno a uno.

Non a caso, la riemissione di valuta prevista da Facebook avviene in un clima di rinnovato interesse del mercato per le cryptocurrencies. La più nota Bitcoin, sganciata da qualsiasi valuta nazionale, dopo tre anni ha recuperato un valore record: 19.920 dollari. Dall’inizio del 2020 la valuta è cresciuta del 170%: il miglior asset di investimento a livello mondiale.

Alcuni trader affermano che l’interesse per le criptovalute potrebbe essere più forte ora che in passato. La stessa Bitcoin sarà visto come un bene rifugio piuttosto che come un bene speculativo. Secondo altri a sospingere le quotazioni è la maggiore tendenza al rischio, di fronte agli aiuti delle banche centrali, ai bassi rendimenti di altri asset e all’afflusso di nuovi investitori nel mercato.

E in Italia? Noi ci occupiamo di start-up e di come potrebbero adotare questa innovazione di proceso come un motore italiano che possa accendersi sul territorio. I poli tecnologici come quello creato nell’isola siciliana proverà a invertire il fenomeno della fuga di cervelli verso il Nord Italia, seguendo il modello di quanto già fatto a Lisbona e Barcellona. La Sicilia è diventata l’isola delle start up e a Palermo arriva l’hub per i talenti digitali. L’obiettivo, quello di far diventare Palermo un hub tecnologico perfettamente integrato in un ecosistema di aziende globali, sul modello di Lisbona e Barcellona. Un tentativo, attraverso il tessuto tecnologico che caratterizza e influenza la formazione e l’imprenditoria contemporanee, di invertire i classici flussi migratori che portano tanti talenti ad abbandonare realtà come la Sicilia a favore di altre già prospere, di solito nel Nord Italia e nel Nord Europa. Lo scopo può essere raggiunto solo attraverso un polo attrattivo per i giovani cervelli dell’isola, che sia magari in grado di attrarne altri da fuori. Al progetto stanno e hanno lavorato i fondatori Marco Imperato e Daniele Rotolo, che grazie all’aiuto Ugo Parodi, founder di Mosaicoon, stanno cercando di dare un’alternativa ai due milioni di meridionali che negli ultimi 15 anni sono emigrati abbandonando il Sud Italia.

Era una delle punte di diamante delle startup tech italiane, premiata nella Silicon Valley. Eppure non ce l’ha fatta e, a sorpresa, ha chiuso i battenti. Nata nel 2010 a Palermo da un’idea dall’allora 26enne Ugo Parodi Giusino, Mosaicoon è arrivata a fatturare negli anni di attività oltre 20 milioni di euro e contare 100 dipendenti nella sede inaugurata appena 3 anni fa di fronte al mare di Capaci. Creava e vendeva contenuti video digitali per campagne pubblicitarie potenzialmente virali.

In 10 anni ha raccolto oltre 12,2 milioni di finanziamenti in venture capital, il primo arrivato grazie al fondo HT per il Mezzogiorno, uno stimolo alle startup voluto dal governo italiano nel 2010, ma pare che questi soldi non siano bastati a reggere il confronto con i big player del settore: «Ci sono varie fasi nella vita di una startup», ha detto ad AGI Parodi Giusino, «noi abbiamo capito che non riuscivamo a diventare più grandi di così, a superare la soglia di una media impresa. Il nostro business non era più sostenibile. Chiudere è stata una scelta necessaria». Secondo fonti informate nella fase cruciale del salto di qualità sarebbero mancati i capitali per sostenere la crescita. Non si poteva rallentare la crescita evitando il peggio? «Scalare le marce era impossibile, in un settore come il nostro. Abbiamo preferito chiudere», conferma al Sole 24 Ore il fondatore, che, almeno ufficialmente, non vuole parlare di fallimento. Questo è l’articolo che racconta la fine in pochi anni di una start-up non sostenuta da un ecosistema localizzato di valore.

Formazione digitale

Edgemony, questo il nome del progetto, vuole essere quindi un polo di attrazione per la formazione digitale. Nei suoi primi sei mesi di vita ha creato un master di digital marketing, invitando i migliori esperti delle aziende tech italiane, ma da gennaio avrà inizio anche un percorso strutturato in un coding bootcamp, per formare sviluppatori e nel tentativo di continuare a coltivare l’idea di una formazione di alta qualità. Il corso integrerà inoltre un modello di shared cost che darà modo agli studenti di pagare solo il 50% del percorso, mentre l’altra metà sarà a carico dell’azienda dl network di Edgemony che lo assumerà.

Niente fuga

Con il tentativo di dare lavoro ai talenti che saranno formati nella scuola di formazione digitale si vuole così dare qualcosa di concreto che possa trattenere i potenziali talenti in fuga, perché il motivo principale dell’emigrazione riguarda soprattutto la dimensione occupazionale. Un ruolo fondamentale sarà ricoperto anche dal network, tutte quelle aziende che hanno comunque interesse nel rilanciare il Sud e nell’investire, in un momento di crisi che sta paradossalmente favorendo il south working. Chiaro quindi che, anche per i talenti formati nell’hub tecnologico di Palermo, ci sia un inserimento nelle aziende efficace a seguito di un percorso di formazione estremamente funzionale. Arrestare la fuga di cervelli diventa così non solo credibile, ma anche fattibile.

Isola di eccellenze meridionali

Se in molti casi lavorare da remoto è diventato possibile, dietro a quella spinta provocata dalla quarantena e dal lockdown obbligatori, in altri l’infodemia può essere una vera e propria opportunità per la Sicilia, inseguendo il modello tecnologico di altre realtà geografiche che in passato si sono distinte proprio grazie al salto compiuto attraverso l’innovazione digitale. Per i fondatori l’intento è proprio questo: la possibilità di costituire un ecosistema favorevole allo sviluppo del tech grazie a educazione tecnologica, burocrazia leggera e start up forti di qualche investimento privato che credono nel progetto. Nel 2021 sono in programma nove corsi, ma molto dipenderà dai professionisti (obiettivo 60) che ne prenderanno parte in team locali e da remoto.

Noi in Emilia-Romagna siamo pronti a raccogliere le competenze e conoscenze di esperti del settore dell’innovazione aperta: per avviare una DAO Organizzazione Autonoma Decentralizzata attraverso una multipiattaforma di intelligenza economica collaborativa: anche per noi l’infodemia è una opportunità quella di considerare un modo per evitare che si possa verificare in futuro.

Fabrizio Fantini

Innovatore olonico per la creazione di imprese intelligenti abilitante un ecosistema biolonico