SMART TOKEN ECONOMY: NEXT ECONOMY

Il termine Token ricopre un ruolo strategico per la diffusione della cultura della tecnologia DLT e del protocollo blockchain. Un tema di cui si parla tanto e anche il Governo si è accorto che forse conviene avviare delle consultazioni su come inserirla nei nuovi processi di business, ma purtroppo ancora oggi ci sono aziende che stanno speculando trattando la tecnologia dei registri distributi come una condivisione di “database privati sul cloud”. Eppure già oggi i token sono utilizzati nella vita di tutti i giorni senza esser stati informati: ad esempio i buoni pasto o i vecchi gettoni del telefono possono essere definiti token.

Nell’ecosistema blockchain i token rappresentano informazioni digitali registrate su un registro distribuito e rappresentative di una qualche forma di diritto: la proprietà di un asset, l’accesso a un servizio, la ricezione di un pagamento, e così via.

La possibilità di “tokenizzare” asset, prodotti e servizi oggi ha avviato nuove opportunità di utilizzare la vendita di token come forma di finanziamento di nuove iniziative progettuali basate su Blockchain e Distributed Ledger. Ovvero le società create grazie alle ICO (Initial Coin Offering).

Il legame tra token e blockchain

Il protocollo blockchain oggi permette gli scambi di token in maniera sicura e senza intermediari. Essendo inoltre programmabile, permette di utilizzare gli smart contract per creare nuovi token.

Noi di INTEROPERABILITY BLOCKCHAIN CENTER siamo sostenitori della SMART TOKEN ECONOMY: dove i token attraverso il protocollo blockchain si manifestano in uno smart contract dove sono depositate tutte le sue caratteristiche fondamentali. Come ad esempio: il numero di token in circolazione, chi è abilitato a trasferirli, coloro che possono disporre dei token (i cosiddetti “token holder”), le regole di accesso ai token.

Ogni token, idealmente, può essere costruito in maniera diversa, anche se in realtà sono stati adottati alcuni standard comuni per semplificarne la creazione (es. ERC20 e ERC721). Una volta creati i token, si possono inviare facilmente e senza bisogno di nessuno che tenga traccia dei diversi bilanci e delle transazioni. A quello ci pensa la blockchain, che garantisce trasparenza e tracciabilità: grazie alle caratteristiche proprie di questo protocollo chiunque può vedere il codice e verificare che i token siano stati creati correttamente. Il portafoglio digitale che chiunque puà creare in autonomia con uno smartphone – il wallet – rende semplice la gestione e lo scambio di token.

I token sulla piattaforma blockchain non sono da confondere con le criptovalute, le monete digitali decentralizzate passate alla cronaca grazie all’avvento di Bitcoin, Ethereum e numerosi altri progetti. In effetti, esistono dei token che vengono utilizzati proprio come valuta”. Il loro valore può essere ad esempio ancorato a quello delle monete tradizionali. Questi token si chiamano stablecoin e offrono la stesse versatilità e programmabilità delle criptovalute, ma con le garanzie e la stabilità delle monete tradizionali.

Tuttavia, lo scopo dei token non è solo quello di creare monete digitali. Possiamo dividere le applicazioni dei token su blockchain in due grandi famiglie: i fungible token da un lato, legati appunto all’idea di criptovalute, e i non-fungible token, dall’altro, legati a oggetti ed entità.

Token fungibili

I beni fungibili sono quelli che possono essere sostituiti con qualcosa di identico. È il caso delle banconote (non conta restituire la stessa banconota, ma una banconota dello stesso valore). A questa categoria appartengono token utilizzabili come criptovalute e in generale tutti quelli che hanno caratteristiche assimilabili a quelle di una moneta digitale.

Esempi di token fungibili nel mondo della blockchain possono essere: le monete programmabili (che abilitano una “valuta di scopo” adottabile in diversi ambiti), le Central Bank Digital Currency (CBDC), le stablecoin, le branded currency per tokenizzare il valore aziendale, i reputation token nella sharing economy.

Token non fungibili

In questo caso invece, sebbene due elementi possano sembrare identici, ognuno avrà attributi come ad esempio un codice identificativo che li rende unici. Questa caratteristica è stata ad esempio utilizzata per creare una serie di gattini digitali collezionabili (CryptoKitties), ognuno con caratteristiche differenti. Il mondo dei beni non fungibili non si limita ovviamente ai soli oggetti collezionabili. Con questi token è possibile rappresentare qualsiasi tipologia di asset, sia digitale che fisico.

I non fungible-token vengono comunemente utilizzati per: la gestione dell’identità digitale, i progetti di tracciabilità (in questo caso si parla più propriamente di digital twin) e dell’automazione dei processi di supply chain, il voto elettronico, i collectibles (quali sono la maggior parte dei giochi online).

I non fungible tokens sono utilizzabili per rappresentare oggetti particolari e unici, sia del mondo fisico che digitale, mentre i fungible rappresentano sostanzialmente delle monete digitali. Con delle eccezioni. Molte volte anche un fungible token potrebbe essere utilizzato per rappresentare asset o parti di essi (è il caso di titoli azionari, opere d’arte, proprietà immobiliari).

Andando al di là della suddivisione tra ciò che è fungibile e ciò che non lo è, questa descrizione ci fa capire come il legame tra token e blockchain sia sempre più in grado di offrire applicazioni e opportunità. Un terreno fertile, dunque, in cui i token svolgeranno un ruolo di prim’ordine nella creazione dell’Internet of Value e di una NEXT ECONOMY.

Oggi è possibile costruire un buon sistema SMART TOKEN ECONOMY

Le ICO pggi rappresentano un mezzo non regolamentato di crowdfunding nel settore finanziario: come nuove modalità per finanziare startup e nuove imprese che operano con o per la blockchain, per il tramite della emissione di una criptovaluta specifici o la vendita di token che possono poi a loro volta essere cambiati in una criptovaluta.

La prima ICO fu fatta nel 2013 per il lancio della criptovaluta Mastercoin. Nel 2014 la criptovaluta Ethereum raccolse denaro con una ICO. Le ICO oggi sono molto famose. Dal maggio 2017 vi sono circa 20 offerte al mese e la ICO per un nuovo browser web chiamato Brave ha generato circa 35 milioni di dollari in 30 secondi. Vi sono almeno 18 siti web che tracciano le ICO.

Se cercate TOKEN ECONOMY su wikipedia scoprirete che la token economy è già presente in un contesto completamente opposto a quello delle ICO: la Token Economy (tradotta in italiano come economia simbolica, economia a gettoni o anche sistema di rinforzo a gettoni) è una tecnica psicologica sviluppata sulla base della psicologia comportamentale.

Consiste in una forma di “contratto educativo”, tramite il quale l’educatore stipula un accordo con il soggetto: ad ogni comportamento corretto, quest’ultimo riceverà un gettone (o altri oggetti simbolici), e ad ogni infrazione, gliene sarà tolto uno o non gliene verrà assegnato alcuno. In cambio di un certo numero di gettoni sarà garantito al soggetto l’accesso ad un determinato “premio”. La tecnica viene utilizzata in diversi contesti educativi ma non in quello economico: perché? Perché si ha paura, perché il cambiamento è progressivo e per molti non può avvenire in una modalità di apprendimento cooperativo con i “diversamenti abili”: noi riteniamo che sia una strada percorribile e che si possa apprendere molto da una metodologia che funziona nelle scienze comportamentali.

CONTESTO ATTUALE DELLA TOKEN ECONOMY

Nell’insegnamento a persone con autismo, ma non solo, è necessario gratificare lo studente con dei rinforzi positivi per premiare la corretta esecuzione di un’attività, con l’obiettivo di incentivare l’apprendimento di un comportamento. Una dei sistemi attuabili è quello della token economy. E’ un sistema del rinforzo, un modello di “reinforcement learning”

Esiste un metodo per costruire un buon sistema di TOKEN ECONOMY

La token economy è un sistema di rinforzo a punti che può essere impiegato nel corso della terapia ABA con bambini e ragazzi autistici per premiare la risposta esatta a un esercizio, il completamento di un compito o la corretta esecuzione di un’attività.

Ci sono 5 punti fondamentali da seguire per costruire un sistema di token economy efficace nel campo della psicologia comportamentale.

1. Stabilire prima obiettivi, tipologia di punti da utilizzare e rinforzatori

Prima dell’esecuzione dell’esercizio legato al sistema di token economy, il professionista deve fissare esattamente il comportamento target da raggiungere, quale tipo di token verranno utilizzati (per esempio fiches, adesivi, piccoli oggetti, gettoni, punti o altro) e quali saranno i rinforzatori (ovvero i premi raggiunti dallo studente al conseguimento dell’obiettivo e della raccolta del numero di token prestabilito).

2. Accompagnare il rinforzo materiale con la lode verbale

Soprattutto nelle prime prove è necessario accompagnare la lode verbale con la descrizione del comportamento da promuovere (per esempio: “Bravo, sei velocissimo!”), per sottolineare il meccanismo.

3. Far comprendere il meccanismo in modo semplice e graduale

Affinché il token diventi un rinforzo bisogna procedere gradualmente. Nelle prime fasi si aiuterà il partecipante a scambiare il token subito dopo una risposta corretta accompagnandolo con la lode verbale. Il partecipante riceverà in cambio del token il suo rinforzo.

4. Arrivare nel tempo ad assegnare il rinforzo al completamento dell’attività

Quando il token sarà stato condizionato e assumerà esso stesso valore di rinforzo, si aumenterà sempre di più il numero di token da scambiare per ottenere il rinforzo (premio). Successivamente, quando la dinamica sarà chiara, si potrà passare a consegnare un token per ogni risposta corretta, da accumulare per ottenere il premio al completamento dell’attività e della scheda punti.

5. Allungare i tempi della consegna del premio

Si potrà, una volta che il ragazzo ha ben compreso il funzionamento della token, rendere meno prevedibile la consegna del punto consegnandolo anche dopo più risposte esatte. In questo modo aumenterà gradualmente il tempo di lavoro dello studente prima di ricevere il suo premio aumenterà.

Queste sono delle indicazioni generali fornite da un equipe di specialisti per applicare efficacemente la token economy, ma ogni piano educativo [e per noi anche quello strategico nella open innovation] deve essere valutato in base al singolo caso evidenziando obiettivi e rinforzatori che rispondano al meglio alle esigenze specifiche del partecipante con disabilità.

Prendendo spunto dalla tecnica psicologia della Token economy che mira a ridurre la frequenza di comportamenti ritenuti inadeguati, aumentare l’impegno nello studio, migliorare il rendimento scolastico e aumentare la frequenza dei comportamenti ritenuti fondamentali nella pratica scolastica noi riteniamo che questo approccio di “reinforcement learning” applciato al la creazione di un ecosistema blockchain possa rappresentare un modello vincente perchè ispirato anche dalla cultura della “gamification” di makers come noi che conoscono i meccanismi del “gaming online”. Questa strategia è oggi utilizzata in psicologia per rendere l’individuo consapevole e capace di autoregolarsi, responsabile delle azioni che compie e delle conseguenze che esse comportano: le basi su cui partire per una NEXT ECONOMY.

Sulla base della nostra esperienza – learning by doing – attuare questo tipo di percorso formativo significa che sia il docente che il discente ne traggono vantaggio: secondo noi anche in un ecosistema dove l’apprendimento cooperativo è una pratica condivisa tutti gli attori proattivi di un’ecosistema blockchain ne possono beneficiare se rispettano poche e semplici regole della convivenza.

Per quanto riguarda gli studenti, per esempio, questo approccio permette loro di partecipare attivamente alla programmazione, negoziando gli obiettivi con l’insegnante; inoltre si offre loro la possibilità di concorrere a definire diritti e doveri che regolano l’attività del gruppo classe riconoscendo agli studenti la capacità di assumersi responsabiliità, attribuendo fiducia alle loro scelte.

Per quanto riguarda invece i docenti, il rinforno simbolico mediante i token appare utile, soprattutto in situazioni in cui il rinforzatore artificiale o naturale non è accessibile, come ad esempio un gelato; inoltre grazie ai token possono essere evitati fenomeni di saturazione o sazietà probabili se si usassero rinforzatori da consumare o collezionare , come ad esempio il gelato o delle figurine; infine per loro rimane più semplice rinforzare le risposte più complesse che avvengono in sequenza, sarebbe difficile altrimenti premiare i bambini con del cibo per delle risposte in successione ravvicinata.

Il ruolo e le competenze trasversali del formatore innovativo 4.0 sono fondamentali, perché ha il compito di evitare che si inneschi un rapporto di dipendenza dal sistema, tale che i bambini tenderanno a mettere in atto comportamenti corretti solo in virtù del token o qualunque altro rinforzo erogato.

Per noi questi rappresentano i principi fondamentali della SMART TOKEN ECONOMY

Risulta fondamentale in questo processo l’individuazione di comportamenti da rinforzare tramite i token. Si può parlare di comportamenti sociali (collaborazione), comportamenti strategici (risolvere dei problemi condivisi), comportamenti propedeutici ad una nuova conoscenza e al cambiamento (autoformazione continua / e-learning ) e comportamenti dinamici e atteggiamenti positivi.

Si deve stabilire un rapporto equo tra i numeri di token e la difficoltà del compito .

I token devono essere adeguati al contesto e consegnati da chi li propone alla fine di ogni attività accordata seguendo un roadmap condiviso. In caso di comportamenti inadeguati e inaccettabili per la community di riferimento è prevista la rimozione dei token e l’esclusione dalla piattaforma con possibilità di recupero: se le regole sono determinate in comune accordo e rese pubbliche come una carta dei diritti fondamentali della SMART TOKEN ECONOMY ogni partecipante non dovrà fare latro che rispettarli e adoperarsi per migliorarsi e raggiungere il proprio token di rinforzo.

Oggi esiste una Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE), in Italia anche nota come Carta di Nizza, è stata solennemente proclamata una prima volta il 7 dicembre 2000 a Nizza e una seconda volta, in una versione adattata, il 12 dicembre 2007 a Strasburgo da Parlamento, Consiglio e Commissione.

Con l’entrata in vigore del “Trattato di Lisbona”, la Carta di Nizza ha il medesimo valore giuridico dei trattati, ai sensi dell’art. 6 del Trattato sull’Unione europea, e si pone dunque come pienamente vincolante per le istituzioni europee e gli Stati membri e, allo stesso livello di trattati e protocolli ad essi allegati, come vertice dell’ordinamento dell’Unione europea. Essa risponde alla necessità, emersa durante il Consiglio europeo di Colonia (3 e 4 giugno 1999), di definire un gruppo di diritti e di libertà di eccezionale rilevanza e di fede che fossero garantiti a tutti i cittadini dell’Unione: in questo periodo di emergenza sanitaria mondiale questi diritti della carta di Nizza non è stata molto rispettata, o interpretata come fanno i governati in modo “verticale”: la nostra CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA SMART TOKEN ECONOMY nasce dal basso e si diffonde in modo orizzontale, proprio come una catena di blocchi, si arrichisce di elementi e regole chiare approvate da tutti i fondatori. La Carta dei Diritti Fondamentali della Smart Economy è la prima carta tokenizzata del mondo blockchain.

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